agosto 14, 2022

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Eni partner SNAM per proteggere le forniture di gas algerino all’Italia

Eni (TTPC) ha accettato di cedere a Tunisia Beach (TTPC) il 49,9% della sua partecipazione consolidata in società operanti dal confine tunisino con l’Algeria.

Snam paga 385 milioni di euro (436 milioni di dollari) per azione. La società opera in Albania (AGSco), Austria (TAG, GCA), Francia (Tereka), Grecia (DESFA), Italia, Emirati Arabi Uniti (ADNOC Gas Pipelines) ed è interessata all’UK Interconnector e alla Trans Adriatic Pipeline (TAP). )

Secondo il sito web della società, SNAM è recentemente entrata nei mercati di Cina e India.

In base all’accordo annunciato il 27 novembre, Eni cederà la propria partecipazione in TTPC e TMPC a Newco, società italiana di nuova costituzione, di cui Eni deterrà il controllo del 50,1%; Snam autofinanzierà il 49,1% dei propri acquisti.

L’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha dichiarato in una nota che la vendita della partecipazione illimitata di Eni nei due gasdotti di Eni «liberarebbe nuove risorse» da investire nella conversione dell’energia. Le infrastrutture garantiscono la «sicurezza dell’approvvigionamento di gas naturale» all’Italia.

«Il gas giocherà un ruolo chiave nella trasformazione dei sistemi energetici in modelli a emissioni zero, ed è importante mantenere la disponibilità e la diversificazione dei canali di approvvigionamento per questa risorsa», ha affermato Descalci.

Marco Alvera, amministratore delegato di SNAM, ha affermato che l’operazione aiuterà SNAM a «collegare le sue infrastrutture al Nord Africa», promettendo di diventare un «hub per l’energia solare e la produzione di idrogeno verde».

L’accordo prevede un meccanismo di ricavi e guadagni calcolato sulla base dei ricavi generati dalle «società target» (società che subentrano nelle attuali operazioni del gasdotto, come Newco). Entro il 2020 le società target avranno un utile netto (100% delle azioni Eni) di circa 90 90 milioni secondo Eni.

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Annie e Snam controlleranno congiuntamente Newco secondo principi di gestione dell’equità e consolideranno le azioni della società appena incorporata su base patrimoniale, si legge nel comunicato.

Le parti prevedono di completare l’operazione nel terzo trimestre del 2022, subordinatamente all’approvazione del governo tunisino e all’approvazione del consiglio di amministrazione dei partner e delle istituzioni, previa sfiducia e altre approvazioni regolamentari.

A causa dei previsti ritardi nel perfezionamento dell’operazione, Eni ha precisato nel proprio comunicato stampa che per la revisione sarà addebitato un corrispettivo a partire dalla data di saldo del titolo (30 giugno 2021) e sarà corrisposto a Eni da Snam al completamento dell’operazione. transazione.»