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Pine Bluff è una cittadina di 55mila abitanti nello stato americano dell’Arkansas. Hope, città natale di Bill Clinton, è lontana poco più di cento miglia. E Little Rock, capitale dello stato, è a due passi. Ma sempre a quindici ore di aereo da Ferrara. Giusto il tempo che Mykal Riley ha impiegato per arrivare nella sua nuova casa, nel pieno centro storico di Ferrara. Da ieri, infatti, uno dei nuovi stranieri della Carife è arrivato in città ed oggi sarà presente al primo giorno di attività, diviso tra PalaSegest, Kleb e il Bagno Schiuma al Lido di Spina.
Riley è atterrato attorno alle 10 di ieri mattina all’aeroporto di Bologna. Partito da Little Rock ha fatto scalo a Washington ed a Francoforte prima di toccare per la prima volta il suolo italiano. Quattro, cinque borsoni neri, ciabatte, cappellino, tuta di Golden State Warriors e maglia della Carife Basket Club. Pelle nera, abbigliamento nero e addosso tanta tanta stanchezza. Ma non abbastanza per rimanere incantato da quel che gli stava attorno e per salutare molto educatamente con un italianissimo «ciao». Giusto il tempo di scaricare dalla macchina tutti i bagagli ed ecco Mykal prendere possesso della sua nuova abitazione.
«Sono entusiasta di cominciare questa nuova avventura nella serie A italiana» ha detto Mykal, che già accetta di farsi chiamare Michele. «Dopo le Summer League di Orlando, Las Vegas e Salt Lake City mi sono riposato a Pine Bluff con la mia famiglia. Ma ho avuto il tempo di studiare anche la vostra città su internet: mi ha colpito il Castello Estense, le positive notizie sul cibo, e sono rimasto impressionato da quanta gente va in bicicletta».
Avrà tempo di apprezzare tutte queste cose Riley, anche se passerà buona parte del suo tempo al PalaSegest. Ieri, dopo il suo arrivo e il meritato riposo, sotto con le visite mediche prima di tuffarsi, da oggi, nell’avventura con la Carife, quando comincerà a sentire sulla pelle anche tutto il calore dei tifosi.
Fisico asciutto, longilineo, 197 centimetri di altezza, è nato il 14 luglio del 1985 e il 23 luglio 2008 ha firmato un contratto che lo lega al Basket Club per un anno con l’opzione per la stagione 2009/2010. È la prima volta che gioca da professionista e quindi si può definire rookie a tutti gli effetti. «Mi aspetto molto dalla mia prima stagione da professionista ed arrivare in una lega prestigiosa come quella italiana mi fa molto piacere. Farò del mio meglio per essere utile alla Carife». Giorgio Valli ha già parlato con lui nei tornei estivi negli Stati Uniti e Riley sa cosa il coach vuole da lui. «Sono un buon tiratore da tre punti, passo bene la palla e sono pronto a fare ciò che il coach mi chiederà».
Sorride Riley, nonostante la stanchezza. Ha modi educati, ascolta e guarda incuriosito quando Tiziana Castellani, responsabile media e comunicazione del Basket Club, gli mostra la città dalla finestra dalla sua abitazione. Presto Mykal imparerà anche la strada per arrivare al PalaSegest, e lì lo vedremo con addosso la maglia numero 10, quella che ha scelto per la sua prima stagione da professionista. Numero da centravanti, segno di chi può fare goal e, in questo caso, canestro. Starà a Giorgio Valli e a tutti i suo nuovi compagni metterlo nelle condizioni di farlo. A lui l’onere di avere la mira giusta. Prima, però, servirà un po’ di lavoro per rimettere in moto testa e fisico. E abituarsi ad un nuovo mondo. Sperando che Alabama (dove Riley ha disputato due campionati Ncaa) e Ferrara non siano così lontane tra loro.

Categoria: Basket
 

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