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ALLENAMENTO punitivo ieri per la Fortitudo, dopo la disfatta biellese: un fuori programma meritato, capitan Lamma? «Come possiamo giustificarci dopo una figura del genere? Abbiamo fatto venire il voltastomaco per come abbiamo giocato. La batosta si commenta da sola. Male sempre, ci hanno messo in croce fin dai primi minuti: poi non ci siamo più ripresi, senza nemmeno provarci. Dobbiamo solo chiedere scusa a chi ci segue: i nostri tifosi hanno la coscienza a posto, fiducia e supporto non l’hanno mai fatto mancare. Chi domenica sera ha imprecato contro la squadra a mio avviso poteva farlo. Siamo sicuramente in debito con loro». Peggio di Biella la Fortitudo non aveva mai fatto, quest’anno. Surclassata. L’ha detto Sakota, l’hanno confermato i 91 punti e i 22 assist che l’Angelico non aveva mai avvicinato in precedenza. «A mente fredda non si spiega una roba del genere, anzi s’è capito subito. Ancora una volta abbiamo giocato a strappetti, senza alcun senso, mentre gli altri ci stavano asfaltando. Bisogna rendersi conto che le partite non si vincono coi numeri, come magari qualcuno si era illuso. Senza cambiare registro, siamo destinati a continuare nelle figuracce». Per rifarsi, ci sarà sabato sera (diretta Sky) la sfida al PalaDozza contro la Benetton. A proposito di numeri, ce ne sono al momento di impietosi: la Fortitudo è ultima in assoluto come differenza canestri (-51, Caserta ha-50) e non da segni di vita. «Meglio non parlare più di Biella. È inutile anche analizzare qualsiasi dettaglio, non ricordo davvero niente di positivo: semplicemente uno sfacelo, solo da dimenticare». Magari i rumors dì queste settimane sulle presunte difficoltà di Sacrati hanno destabilizzato il morale del gruppo. «Non esiste. Le voci sulla società sono un alibi che non regge nemmeno un po’. In quale modo potrebbero influire sul gioco? Siamo seri, non è certo questa faccenda che annienta il nostro morale». E allora che cos’è? «Semplicemente adesso la Fortitudo non sta facendo squadra. Sarò banale, ma prendo il Montepaschi come esempio: tutti i suoi giocatori, prima di arrivare a Siena, erano riconosciuti come buone individualità. Ma non ci hanno messo molto a formare un gruppo vincente, che fin da subito ha lavorato insieme. Questa è stata la loro chiave. Il nostro vero, grande, problema non era Joseph Forte: il guaio è che, ora come un mese fa, siamo davvero scollati, allo stato brado. Ognuno va per conto suo e quando andiamo sotto è già finita».

Categoria: Basket
 

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