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Come sta il gioiello che tutta l’Italia ci invidia? Perché fatica ad incidere come invece il suo talento gli permette? Quesiti che abbiamo girato a Nicolò Melli, il bambino prodigio che veste i colori Trenkwalder.
«Come mi sento? Normale -attacca- non avverto alcun tipo di pressione. La cosa non mi dà fastidio, al contrario la pressione mi fa piacere perché mi fa sentire importante».
Il minutaggio che sta avendo la soddisfa?
«Gioco lo spazio che merito. Il fatto di avere a disposizione 20 minuti a partita mi va più che bene, considerato che non sto brillando e sto giocando in modo poco esaltante».
Scorgendo le sue cifre emerge la difficoltà sotto le plance, come spiega i pochi rimbalzi catturati?
«Me lo sto chiedendo anch’io. Domenica mi sono fatto prendere sotto il naso due rimbalzi che dovevano e potevano essere miei. Sono stato ingenuo e la cosa mi ha amareggiato. Alla ripresa degli allenamenti dovrò cercare di fare ancora meglio lavorando in modo più aggressivo di quanto invece ho fatto sin qui».
Quanto ha perso a livello di fiducia nelle sue possibilità per la forzata inattività estiva?
«Dal punto di vista fisico, qualcosa sicuramente mi è venuto a mancare. Ho bisogno di lavorare per recuperare il tempo perduto ed essere a posto fisicamente per tornare al 100%».
La soluzione delle tre torri contemporaneamente in campo, la ritiene possibile?
«Forse per il futuro può rappresentare un’ipotesi, per il presente non credo che la soluzione possa essere fattibile dato che sia Bryant (Smith) che Miles (Maestrello) stanno assolvendo in pieno il loro compito».
Lei come si vede in questo processo di trasformazione?
«Devo velocizzarmi. Col tecnico sto lavorando per cercare di diventare più agile. Lavoro per progredire e diventare un 3-4. Il mio scopo è di avere un posto nel quintetto, sarebbe una gratificazione in più perché vorrebbe dire che quanto sto facendo, è valido».
In una ipotetica scala 1-10 com’è oggi la Trenkwalder?
«Come voto darei 7,5. Il gruppo merita 10 dato che noi giocatori abbiamo raggiunto un buon feeling e ci troviamo bene assieme ma dove dobbiamo ancora progredire è la continuità. Disponiamo di immenso talento che ancora non riusciamo a sfruttare a dovere. Abbiamo davanti tanti margini di miglioramento che dobbiamo sfruttare meglio, quando sapremo farlo, la Trenkwalder potrà compiere un prodigioso balzo in avanti».
La prossima tappa a Veroli cosa rappresenta?
«Una ulteriore presa di coscienza delle nostre capacità, un nuovo esame di maturità».
Come gruppo vi sentite pronti per poter vincere il campionato?
«Serve continuità di rendimento ma non ci poniamo limiti».
Quindi il vostro traguardo qual è?
«L’obiettivo massimo che possiamo raggiungere».
Quindi anche la vittoria della stagione regolare?
«Proveremo a raggiungere quanto di meglio si può fare».

Categoria: Calcio
 

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