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Aveva solo sei mesi Alice, nata e deceduta all’ospedale di Bentivoglio, inspiegabilmente, dopo un’odissea durata un giorno. A quasi due anni di distanza da quel tragico 3 agosto 2011 “l’indagine non ha ancora chiarito gli elementi essenziali del fatto”, ha detto Irene Tolomelli, madre della bimba, stupita – dice – che ben due consulenti del pubblico ministero abbiano lavorato per sei mesi senza compiere atti elementari come richiedere il protocollo adottato dalla Pediatria di Bentivoglio. E poi: “Alice non me la restituiranno ma devono darmi giustizia”. Intanto il Gip non ha accolto la richiesta di archiviazione e ha disposto la restituzione degli atti al pubblico ministero, in modo che venga approfondito ulteriormente il caso della piccola Alice, morta poche ore dopo essere stata visitata al pronto soccorso di Bentivoglio. La decisione del giudice è arrivata dopo la richiesta presentata dal pm Beatrice Ronchi il 18 maggio 2012, di fronte alla quale i genitori della bambina avevano fatto opposizione. Nell’atto, informa il legale della famiglia, “venivano tra l’altro rilevati numerosi profili di negligenza a carico del medico di turno al Pronto Soccorso, indagato per omicidio colposo, quali l’omessa verifica del grado di idratazione, la mancata registrazione del peso corporeo, l’omessa misurazione della temperatura, l’erronea valutazione dei continui rigurgiti, l’omessa valutazione della presenza del sangue nelle feci”. Il giudice, si legge nell’ordinanza che respinge la richiesta di archiviazione, rileva come “non possono essere considerate esaurienti le conclusioni dei consulenti del Pubblico Ministero, non risultando se sia stato eseguito il protocollo adottato dalla Pediatria dell’Ospedale di Bentivoglio, se la visita eseguita sia stata corretta.
Ora il termine delle nuove indagini è fissato in sei mesi.

Categoria: Cronaca
 

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