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Il ciclone Boniciolli, due vittorie, grande entusiasmo e tabula rasa con il passato, ha partorito anche una vittima. Inattesa. Brett Blizzard, 15 minuti di utilizzo e tre punti segnati dopo l’arrivo del nuovo allenatore (ma anche nell’ultima di Pasquali aveva giocato solo 13 minuti) ha chiesto di lasciare la Virtus. «Faremo di tutto per assecondare il desiderio espresso da Blizzard – dice il patron Claudio Sabatini – vogliamo che i nostri giocatori siano felici e orgogliosi di appartenere a questo club. Per chi la pensa diversamente siamo aperti a cercare una sistemazione che sia di maggiore soddisfazione. Sebbene con rammarico, non mi resta che fare a Blizzard molti auguri per il suo futuro». Dalle parole del proprietario della Virtus traspare amarezza: Blizzard era arrivato con Markovski nell’estate del 2006 ed era stato uno dei grandi protagonisti della squadra che giocò la finale scudetto. Ma proprio a Siena in gara 3 si infortunò alla caviglia. L’entità dell’infortunio emerse ad agosto, Blizzard fu costretto a operarsi rientrando a mezzo servizio solo dopo 22 gare di assenza. Ma nel frattempo mostrando di credere nel giocatore, la Virtus aveva raggiunto un accordo per prolungare il contratto fino al 2010. Brett ha giocato bene solo a sprazzi in questo avvio di stagione. Possibile non abbia gradito i metodi di ripartizione del minutaggio di Boniciolli, che nelle prime partite hanno penalizzato soprattutto lui e Langford. Sabatini, che ieri si è presentato in spogliatoio, non l’ha presa benissimo e ora attende che qualcuno si faccia vivo. Conoscendolo in situazioni simili, diremmo che non sarà una trattativa facile. Il sospetto è che dietro Blizzard ci sia un club, intervenuto nel momento di difficoltà personale del giocatore. «La coincidenza -ironizza Sabatini – è che il caso sia emerso proprio mentre si apriva la finestra di mercato. Ma ad essere sincero non me l’aspettavo». Il rammarico nasce dall’estensione del contratto avvenuta con il giocatore infortunato, un gesto di classe che probabilmente alla Virtus pensavano contasse qualcosa.

EUROPA – Non è l’Eurolega – disputata senza gloria e convinzione un anno fa – ma l’Eurochallenge nel suo piccolo permette alla Virtus di riannodare un filo. Due anni fa, la stagione magica del duo Sabatini-Markovski, i bianconeri raggiunsero le Final Four di Girona. Ora vorrebbero ripetersi con l’ambizione eventuale di giocarle in casa. L’Eurochallenge comincia stasera (20,30) con un giallo: Ostenda, che ha vissuto un avvio di stagione drammatico, ieri ha perso l’allenatore. Con un colpo di scena solo in parte inatteso, Sharon Drucker, ex promesso sposo della Fortitudo, ritornato a Ostenda dopo le sei sconfitte iniziali in campionato, ha chiesto di essere lasciato libero di andare al Maccabi, come assistente di Pini Gershon. Oggi potrebbe allenare Ostenda per l’ultima volta per poi lasciare il posto all’assistente pesarese Umberto Badioli.

BONICIOLLI – Gli incroci del destino aumentano. Badioli si trova a Ostenda perché ce lo portò Matteo Boniciolli quando il coach della Virtus andò in Belgio (per un anno e mezzo) all’indomani del divorzio dalla Fortitudo. Quindi il suo ritorno in Europa avviene contro la sua ex squadra. La BolognaFiere (come si chiama in Europa) sarà probabilmente senza Jamie Arnold, Roberto Chiacig è in dubbio e da ieri non c’è più Blizzard.

Categoria: Calcio
 

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