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Ventitre anni, ma già una bandiera del Basket Rimini. Lo dicono i numeri, del resto. Quella che va a cominciare sarà la sesta stagione di Tommaso Rinaldi, all’anagrafe 15 maggio 1985, con la maglia dei Crabs, visto che i primi assaggi li fece addirittura nel lontano 2002 e poi, in pianta stabile, cominciò a presidiare i ferri biancorossi tre anni or sono, all’alba dell’era ticchiana.
Testimonial migliore, per il progetto di Vecchiato, Galli e Braschi, non ci potrebbe essere, visto che Tommy rappresenta l’entusiasmo, il cuore e la voglia che spesso battono il talento puro.
Tutta roba che Rimini dovrà confermare a partire da domenica prossima, quando la sagoma minacciosa della Fileni Jesi, 4 mesi fa sconfitta solo in finale promozione da Caserta, si staglierà sul 105 Stadium per il battesimo ufficiale dei Granchi in campionato.
“Al momento è tra le squadre più in forma – dice Tommy – L’ho vista a Cervia e mi ha impressionato, e poi una settimana fa ci hanno pure battuto nettamente in amichevole. Dovremo fare subito una gran partita davanti ai nostri tifosi, perché visto il calendario complicato che abbiamo (dopo Jesi, trasferta a Casale, match interno con Pavia e viaggio a Varese, ndr) partire con una vittoria è davvero troppo importante. A proposito, spero che la quota abbonamenti salga, e che Rimini ci sostenga: noi promettiamo entusiasmo e divertimento”.
I Crabs impacciati e arruffoni che le prendevano col TNT Manila e venivano sottomessi a Jesi, a Cervia ritornavano di colpo guerrieri, difendendo forte e correndo come pazzi, tutta roba che ha consentito, nonostante le assenze di Scarone e De Pol, di tenere benissimo il campo con Cantù e di spazzare via una Varese ancora in fase di assemblaggio.
“Dopo i ‘filippini’ e il match di Jesi ci siamo guardati in faccia perché obiettivamente non avevamo giocato bene ma soprattutto non avevamo lottato – ammette Rinaldi – imponendoci di tornare a combattere anche contro le assenze e la stanchezza. Nei due anni di Ticchi la nostra particolarità è sempre stata quella di dare il 100% e di non far notare le assenze: a Cervia ci siamo riusciti, difendo insieme e lottando. Se lo spirito sarà questo, sono convinto che ce la giocheremo con tutti”.
Una maturazione, quella di Rinaldi, arrivata all’anno della svolta obbligata: con il sesto uomo di lusso De Pol e la scommessa Kesicki come compagni di reparto, il ruolo di Tommy sale di importanza.
“Lo so, e infatti mi sento molto più responsabilizzato rispetto al passato. So bene cosa mi chiede Massimo Galli, e io ce la sto mettendo tutta per accontentarlo. In attacco giocherò di più spalle a canestro, visto che Kesicki, anche se è un “5”, è più propenso ad allontanarsi dal ferro. Dovrò anche catturare diversi rimbalzi, così come gli altri: non avendo un rimbalzista da 10-12 carambole a serata, il segreto starà nello spartirsi i recuperi tra più uomini, quello che facevamo due stagioni fa”.
Difesa, corsa, improvvisazione. Queste, le armi degli attuali Crabs. “Il triangolo è sempre la nostra guida, ma Massimo ha inserito dei giochi in pick&roll che sfruttano al meglio le caratteristiche dei vari Goss, Scarone e De Pol. Tutto dipende dalla difesa, però: contro Varese, a Cervia, abbiamo segnato almeno 20 punti in contropiede. E a noi quelle transizioni servono come il pane, perché ci gasano tenendo alta la concentrazione”.

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