Telecentro Odeon TV

La Tv di Bologna e dell'Emilia-Romagna (canale 17 e 71)

No Banner to display

Si sono quindi aperte le 29° Olimpiadi, con la fastosa cerimonia inaugurale per la quale sono stati spesi oltre 100 milioni di dollari. Cifre, per intenderci, che sfamerebbero l’intera Africa per diversi anni. Oltre tre ore di spettacolo, 90 mila spettatori presenti, qualcosa come 29 mila fuochi d’artificio, oltre 15 mila persone impegnate nello show, ed oltre 4 miliardi di spettatori a gustarsi la cerimonia da casa. Il tutto nella solita inquietante cappa grigia di Pechino: temperatura non esagerata, forse anche inferiore ai 30°, ma addirittura l’85% di umidità. Erano arrivate, prima della cerimonia, le poco convincenti rassicurazioni del presidente del Cio, Jacques Rogge, secondo il quale “l’inquinamento sta scendendo e non ci sono pericoli per gli atleti”. In realtà, al di là delle rilevazioni ufficiali, i dati raccolti dagli esperti hanno rilevato una concentrazione di 373 microgrammi per metro cubo di polveri sottili: 373, quandi per l’Organizzazione Mondiale per la Sanità è già pericoloso superare la soglia dei 50. Tornando alla cerimonia, c’è stato grandissimo entusiasmo a Pechino: a 18 minuti dall’inizio ufficiale, la folla ha sfondato i cordoni di protezione nella tristemente famosa piazza Tiananmen, e migliaia di persone festanti hanno preso possesso della piazza. Non ci sono comunque stati incidenti. Otto campioni olimpici cinesi, come ultimi tedefori, hanno portato la fiaccola olimpica dentro allo stadio. La prima ad entrare, come tradizione, è stata la Grecia, dove i Giochi sono nati, dopo di che una grande colomba bianca è stata formata dai figuranti, come contributo alla distensione e per far sì che le Olimpiadi siano per davvero simbolo di fratellanza mondiale. Ora l’arduo compito di passare dalla teoria ai fatti.

Categoria: Senza categoria
 

Lascia un Commento


Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.