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La bomba scoppia circa alle 22, quando il PalaVerde ancora festeggia e in casa virtussina domina la fresca amarezza. «La Virtus della prossima stagione non è un problema mio». A pronunciare queste parole è Claudio Sabatini, patron bianconero, negli spogliatoi dell’impianto trevigiano. Sembra quasi un discorso mirato a un ridimensionamento del budget, ma in realtà c’è molto di più e Sabatini chiarisce ancora meglio il concetto: «Da oggi la Virtus è in vendita». Se ne esce così a metà chiacchierata, il patron bianconero, quasi un colpo di scena visto che prima aveva parlato tranquillamente della partita. Quando gli si accenna alla licenza triennale sfumata, ecco la notizia: «La licenza triennale può far comodo a un club che ha le risorse per disputare l’Eurolega, nel nostro caso il problema è il futuro. Questa stagione è stata buona ma si impone una riflessione quando nei playoff fai 1.500 abbonamenti. In questa stagione credo di aver ricompensato il pubblico dell’annata precedente, la prossima stagion enon ritengo sarà un problema mio». Accenna a un probabile disimpegno? «Non è probabile, il mio disimpegno è certo. Io ho già dato, la Virtus è in vendita e sarà un problema di altri. 1.500 abbonamenti per i playoff sono un segnale forte, preciso, inequivocabile, che non posso non considerare: è una sentenza chiarissima. Quando perdi di trenta le colpe non sono degli arbitri o di chissà cosa, sono tue: 1.500 abbonamenti sono come una sconfitta di trenta punti». Più che la sconfitta al PalaVerde potè quindi il disamore dimostrato dal pubblico virtussino in occasione della postseason. Un tasto su cui Sabatini aveva più volte battuto e che lo ha portato a riflessioni e soprattutto a conclusioni radicali: «E’ un dato che mi ha causato ancora più amarezza considerando che è arrivato al termine di una stagione in cui avevamo investito molto. Quei 1.500 abbonamenti sono la peggior sconfitta da quando sono proprietario della Virtus, quindi il segnale che mi è arrivato mi ha portato a questa decisione». Sabatini già l’anno scorso aveva manifestato la decisione di mettere in vendita la Virtus, poi rientrata. Stavolta è sembrato parecchio deciso, al termine di una riflessione durata più di una settimana, ma se ne saprà sicuramente di più nei prossimi giorni. Di certo quel dato, interpretato come una bocciatura societaria, lo aveva deluso molto, ancora più di questo 78-72 che ha chiuso la stagione virtussina. Su gara-cinque il patron bianconero aveva sentenziato: «Non bisognava arrivare a gara-cinque qui a Treviso, per sperare di superare questa serie. Purtroppo questa partita è stata la fotografia della nostra stagione, con vuoti d’attenzione e regali che ci hanno condannato: a Treviso finisce un’annata che giudico positiva ma in cui abbiamo regalato davvero tanto». Tra i regali di ieri sera, l’assenza ingiustificata dei due giocatori più pagati della squadra, un Ford che si è quasi autoescluso a suon di falli e soprattutto un Boykins che è stato una palla al piede per la squadra bianconera, deleterio sia in difesa che in attacco. Sull’ex Nba il giudizio del patron – un deja vù, in questa serie – è tranchant: «Se dipendeva da me non giocava nemmeno: mi ero già espresso in modo evidente su cosa pensavo di lui, specie in trasferta. Questo 1/11 e il contributo dato da Koponen nei pochi minuti in cui è stato in campo ne sono una conferma».

Categoria: Calcio
 

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