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AL PALABIGI, finora, si è rivelato un gigante: di stazza fisica e concretezza sul campo. Ma lontano dalle mura amiche, riflettendo in questo il comportamento della sua squadra, anche Cris Heinrich è apparso il lontano parente di colui che spazza a piacimento i tabelloni di via Guasco, spostando molto meno gli equilibri.
Heinrich, come mai in casa siete un’armata inarrestabile e invece in trasferta tendete a disunirvi?
“Francamente non me lo spiego. Noi siamo sempre quelli, la concentrazione non cala, men che meno la volontà. Forse in casa c’è più confidenza col campo e con l’ambiente, magari viene più facile esprimersi, anche come collettivo. E comunque anche in trasferta per lunghi tratti giochiamo bene, poi improvvisamente la luce si spegne”.
Motivi tecnici?
“Non è un mistero che, attualmente, facciamo fatica ad attaccare le difese a zona, ma su questo stiamo lavorando molto e certo non basta a spiegare quello che ci capita”.
In effetti anche lei, come tutto il team, in trasferta sembra un altro…
“A livello di grinta e concentrazione a Veroli, come sempre del resto, ero al 100%. Da un punto di vista tecnico so che quando affronto pari ruolo molto agili che giocano spesso in pick and roll ho maggiori difficoltà, ma sto lavorando duramente per superare questo limite. In attacco a Veroli mi avete visto poco ma, per il mio tipo di gioco, contro la zona questo è normale. Detto questo la mia serata è stata proprio storta”.
Soprattutto nei tiri liberi…
“Vi prometto che domenica mattina reciterò qualche spiritual e aggiungerò invocazioni propiziatorie. Battute a parte so che le mie percentuali non sono eccelse. E’ una costante della mia carriera. La cosa non mi piace per nulla e faccio moltissima pratica su questo. Comunque le cifre di fine stagione dicono che raggiungo il 70% di realizzazione dala lunetta. Non bene ma insomma…” E se domenica dovesse segnarli tutti? «Vorrebbe dire che ho dato punti utili alla squadra e che ho trovato la chiave giusta per tirarli»
Nel dopopartita di Veroli il vostro capitano, Alvin Young, vi ha chiamato a rapporto. Cosa vi ha detto esattamente?
“Ci ha detto che giocando così non si va lontano. Che Reggio è una squadra che deve vincere sempre e allora di deve essere duri per quaranta minuti. Ma era più una sorta di incitamento reciproco che una critica”.
E allora sotto con Casale Monferrato, una delle favorite del torneo, quanto la temete?
“Noi non temiamo nessuno, Casale è fortissima ma noi non siamo da meno. La parola spetterà al campo, sarà un altro match duro e spigoloso ma che dobbiamo assolutamente vincere. Loro sono molto forti nell’uno contro uno e nel tiro da tre. Quindi è evidente che dovremo difendere durissimo e magari attaccare meglio”.

NEWS. A pochi giorni dal delicato match contro la Fastweb è pero la situazione dell’infermeria biancorossa a preoccupare. Come si temeva Matteo Maestrello sarà indisponibile per la gara di domenica. L’ematoma alla gamba destra ha infatti bisogno di altri 4 o 5 giorni per riassorbirsi, dunque la Trenkwalder dovrà fare a meno dell’apporto della guardia veneta. Se ciò non bastasse capitan Alvin Young ha accusato, ieri, durante l’allenamento pomeridiano, una leggera distorsione alla caviglia sinistra. Nulla di preoccupante, a quanto sembra. Il giocatore verrà a tenuto a riposo oggi, ma domani rientrerà prontamente nei ranghi. Ancora ai box pure Andrea Ancellotti.

Categoria: Calcio
 

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