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Ci sarebbe tanto da dire della Virtus, ritornata quella intensa e concentrata che vogliono i tifosi e pure l’allenatore; ci sarebbe parecchio da dire anche della Fortitudo, ancora una volta toccata dalla sfortuna con l’ennesimo infortunio stagionale di capitan Lamma. Ma, per una volta, lasciate che il proscenio lo dedichiamo, interamente e meritatamente, ad Imola. La formazione biancorossa nell’ultimo weekend è stata primattrice, del tutto inattesa, della Final Four di coppa Italia di Lega Due, che domenica ha incoronato per la terza volta consecutiva Veroli. Ma la vera sorpresa della kermesse, come detto, è stata proprio la banda di coach Lasi. Nei giorni immediatamente precedenti alla Final Four se ne era andato il centro africano Ebi, giocatore dal carattere non facilissimo ma dalla classe cristallina, che infatti (non a caso) è approdato in serie A ad Avellino; non bastasse, Imola si è presentata alla fase finale della coppa Italia pure monca di Patricio Prato, il proprio giocatore più rappresentativo e pericoloso. Nonostante questa doppia pesantissima assenza, l’Aget ha invece compiuto un’autentica impresa, sconfiggendo ed eliminando la ben più quotata Casale Monferrato. Che i biancorossi potessero vincere non ci credeva nessuno, soprattutto gli avversari, galvanizzati dall’assenza di Ebi, che contro Casale in campionato aveva segnato addirittura 40 punti (e i piemontesi avevano comunque vinto con 19 lunghezze di scarto). Invece la formazione di coach Lasi è stata bravissima a mettere dei «sassolini» negli ingranaggi degli avversari, che si sono inceppati quasi subito. Una Imola povera di giocatori, quindi, ma ricca di grinta e soprattutto di cuore. Sono queste le cose che vogliono i tifosi.

Categoria: Basket
 

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