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La retrocessione della Fortitudo, a mente fredda, è ancora più dura ed indigeribile. Il giorno dopo, la città delle Due Torri scopre, un po’ sorpresa, che a lagnarsi della dipartita dell’Aquila dalla serie A sono proprio tutti, non solo gli affranti tifosi biancoblù. Dopo le goliardiche battute delle frange virtussine, che fanno parte del gioco e che non hanno di certo travalicato il buon gusto, alla fine si scopre che una serie A senza la F scudata non piace proprio a nessuno, nemmeno agli avversari. Per questo tutta Italia, non solo Bologna, attende con parecchia curiosità i destini del ricorso biancoblù contro l’esito dell’ultima gara: ricordando bene come fu proprio la GMac ad essere colpita dall’incredibile pastrocchio della partita contro Montegranaro. Tempi che sembrano lontani anni luce, che però potrebbero ripetersi proprio ora, per il ricorso che la F scudata ha presentato contro l’ultimo match a Teramo, quello che, per ora, la condanna ad un’inopinata discesa agli inferi. A meno che, molto all’italiana, non si scelga di percorrere una strada alternativa e davvero clamorosa: non un rappresentante della Fortitudo ma chi, in prima persona, ha tratto beneficio da come è finito il campionato, vale a dire il presidente di Rieti Gaetano Papalia, dopodomani, all’Assemblea di Lega, proporrà che vengano annullate le retrocessioni di Fortitudo e Udine. Soluzione che risolverebbe tutti i cavilli giudiziari odierni, che in fondo accontenterebbe tutti, e che tra l’altro era già stata proposta per ben altre ragioni, cioè in merito agli episodi degli arbitraggi pilotati nelle serie inferiori di cui si sta discutendo in Calabria. Chissà che non sia proprio questo il finale di una storia che, da qualunque lato la si guardi, è proprio brutta.

Categoria: Calcio
 

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