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Come anticipato nella giornata di ieri, questa mattina alle 12 il card. Carlo Caffarra ha convocato i sacerdoti della Diocesi per annunciare la nomina del nuovo vescovo della città.
Mons. Zuppi ha 60 anni, è stato per molti anni prima vice parroco, poi parroco a S. Maria di Trastevere fino al 2010, quindi dal 2012 vescovo ausiliario di Roma. E’ stato ordinato sacerdote nel 1981, dal 2000 assistente ecclesiastico della Comunità di S. Egidio e dal 2006 Cappellano di Sua santità. Di lui si ricorda nel 1990 la mediazione, assieme a Riccardi, per l’accordo di pace che nel 1992 fece chiudere 15 anni di guerra civile, tanto che i due sono stati nominati cittadini onorari del Mozambico.
Nella lettera che il nuovo presule ha inviato alla città e letta dal Card. Caffarra, il suo successore si dice “pieno di stupore”. “Conosco il mio limite – afferma – e lo avverto ancora di più pensando alla lunga storia di santità della vostra Chiesa di Bologna. Vogliatemi bene e vogliatemi bene per quello che sono. Il vostro amore mi cambierà”. “Avverto il mio personale limite – prosegue – ma ho anche la consapevolezza che è Lui che chiama e non farà mancare la sua provvidenza. Questo mi riempie di serenità e fiducia. Inizia per me un nuovo servizio, insieme a voi. Camminerò volentieri assieme a voi, perché la Chiesa è mistero di comunione, visibile e invisibile, famiglia dove paternità e fraternità non possono mai pensarsi una senza l’altra”. Ringrazio Papa Francesco per la fiducia. È il mio unico titolo con il quale mi presento a voi”.
Questo anno Papa Francesco lo ha proclamato anno della misericordia. Non poteva essere migliore inizio. Ci metteremo assieme per strada, senza borsa e bisaccia, con l’entusiasmo del Concilio Vaticano II, per quella rinnovata pentecoste che Papa Benedetto si augurava.
A cinquanta anni dal Concilio voglio provare, con voi, – ha concluso mons. Zuppi – a guardare il mondo e ogni uomo ancora con quella «simpatia immensa», volendo la Chiesa di tutti, proprio di tutti, ma sempre particolarmente dei poveri. Insieme faremo un pezzo di strada. Con la gioia del Vangelo. Mi perdonerete all’inizio qualche inflessione romana. Ma c’è una parola che imparerò subito, perché voi la pronunciate con un accento che mi ha sempre ricordato un tratto molto materno: «teneressa». È quella che chiedo alla Madonna di San Luca, perché mi e ci protegga”.

Categoria: Attualità
 

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