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Domani comincia la Final Four di Eurochallenge a Casalecchio, con la Virtus impegnata, insieme a Cholet, Triumph Mosca e Limassol Cipro, a contendersi la terza competizione continentale. Un piccolo-grande evento, se vogliamo, non solo perché la V nera è l’unica squadra italiana che quest’anno può cogliere un alloro europeo (che manca nella penisola ormai da tantissimi anni), ma soprattutto perché si svolge in casa, entro i patri confini. Invece, in barba ad una tale occasione, è abbastanza curioso come le colonne dei giornali e dei portali internet siano invece quasi totalmente pieni degli strascichi della squalifica colta dalla Virtus per l’ira del proprio proprietario Claudio Sabatini, ora rientrata in quanto commutata in una semplice multa, in fondo nemmeno troppo salata. Difficilmente, in qualsiasi altro sport, se un dirigente avesse usato i toni e soprattutto i contenuti delle pepatissime esternazioni del n.1 bianconero, sarebbe incorso in 2 sole giornate di squalifica del campo. Molto più probabilmente al suddetto dirigente si sarebbe appioppata una squalifica personale dai 3 ai 6 mesi di attività sportiva (queste sono le medie che girano nel calcio, ad esempio), e sarebbe di certo partita anche un’indagine penale: perché l’ammettere, vantandosene, di avere, ad esempio demolito la casa di qualcuno con un caterpiller, come Sabatini ha urlato in faccia agli arbitri, se provato, darebbe ovviamente adito a diverse denunce. Sabatini si è difeso dicendo che, della sua Virtus, lui in effetti non è nemmeno tesserato. Al di là del fatto che questo non lo mette di certo al riparo dalla legge, va aggiunto che le cariche di facciata qui c’entrano zero: anche i muri sanno che lui è il proprietario delle V nere, e inoltre per quale ragione nella commissione per i diritti televisivi lui ha sempre rappresentato la propria società, se ora afferma di esserne solo tifoso? Una storia brutta, insomma, da qualunque parte la si guardi. Di certo un pessimo spot per lo sport della palla a spicchi.

Categoria: Calcio
 

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