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Bologna-Juventus 1-2 (0-1)

Bologna: Antonioli 4.5; Moras 6, Castellini 5.5, Terzi 5.5; Zenoni 4 (dal 46’ Marchini 6), Lavecchia 6.5 (dall’89 Bernacci sv), Mudingayi 5.5, Mingazzini 5 (dal 66’ Carrus 6), Bombardini 6.5; Di Vaio 5.5, Marazzina 5.5. A disp.: Colombo, Britos, Lanna, Adailton.
All. Arrigoni 3.
Juventus: Manninger 6.5; Mellberg 6.5, Knezevic 5.5, Chiellini 6.5, Molinaro 5.5; Marchionni 6, Tiago 5.5 (dall’83’ Camoranesi sv), Sissoko 6.5 (15’ st Ekdal 6), Nedved 7; Iaquinta 6, Amauri 6.5 (dal 70’ Giovinco sv). A disp.: Chimenti, Ariaudo, Castiglia, Rossi. All. Ranieri 6.5.
Arbitro: Trefoloni di Siena 5.
Marcatori: 12’ e 57’ Nedved, 74’ Di Vaio.
Note – Ammoniti Molinaro, Mudingayi, Marchini e Carrus.

Basta Pavel Nedved a una Juventus rattoppata per avere la meglio su un Bologna inguardabile, in piena confusione tecnico-tattica, privo di mordente e che non può nemmeno arrabbiarsi più di tanto per i consueti errori pro-Juventus di Trefoloni, perché a incidere stavolta sono le scelte di Daniele Arrigoni, tutte drammaticamente sbagliate. Al momento della lettura delle formazioni l’unica sorpresa in casa Juventus è la presenza di Tiago al fianco di Sissoko, mentre in casa rossoblù viene partorito uno stranissimo 5-3-2, che rimane oscuro ai più per tutto il primo tempo, con Zenoni e Bombardini esterni e con Lavecchia mezz’ala destra con compiti di copertura sulle discese di Molinaro. Il Bologna ha la prima occasione della gara, con un contropiede originato da Mudingayi: Marazzina lavora il pallone sulla trequarti e serve Di Vaio, il cui sinistro viene deviato in corner. Al minuto 12 la Juve passa subito: palla sulla destra a Nedved, il ceco si beve Zenoni che gli concede incredibilmente di accentrarsi, resiste al raddoppio – tardivo di Lavecchia – e approfittando dei tre centrali fuori posizione spara un missile nell’angolino alla destra di Antonioli per l’1-0. Il Bologna stenta a riprendersi, come sempre dopo un gol subito, e stenta a farlo anche Mingazzini, centrato in testa da una gomitata di Nedved che Trefoloni non viene (e che nel dopogara costringerà il mediano a una visita di controllo all’ospedale Maggiore). Al 26’ grossi dubbi in area bianconera per una spinta di Mellberg su Marazzina, penalty non clamoroso ma quantomeno assegnabile, poi Juve vicina al raddoppio con Marchionni che non aggancia l’assist di Tiago a tu per tu con Antonioli. Il Bologna ha l’ultima chance del primo tempo con Lavecchia che va via a Molinaro ma il suo cross dal fondo trova in controtempo Marazzina e la semisforbiciata del Conte Max finisce larga.

Nell’intervallo Marchini sostituisce Zenoni – sostituzione accolta dal boato di approvazione del Dall’Ara, che all’intervallo aveva fischiato la squadra – e ad inizio ripresa il Bologna punge con un filtrante di Bombardini per Marazzina, il cui tiro-cross per Di Vaio viene bloccato da Manninger, ma è la Juve ad avere la grande occasione, con Amauri che di testa centra il palo alla destra di Antonioli, prima che Marchionni spari il tap-in in curva. Poi, al 57’, la beffa: Nedved va via sulla sinistra e crossa al centro, deviazione fortuita di Marchini, la palla sembra ugualmente comoda per Antonioli che però combina un disastro, con la palla che rotola in rete. Un 2-0 che taglia la gambe ai rossoblù: la Juventus perde Sissoko, sostituito da Ekdal, Arrigoni dopo 65 minuti si accorge che manca un regista e butta nella mischia Carrus, poi Ranieri fa rifiatare Amauri e inserisce Giovinco. La gara pare chiusa ma si riapre al 74’: punizione battuta dal volenteroso Carrus, Di Vaio si libera dalle marcature e incorna per l’1-2 che riaccende gli animi. Un minuto dopo arriverebbe l’orgasmo per il Dall’Ara di fede bolognese, perché Marazzina con uno strepitoso volo d’angelo segna il 2-2 di testa, ma è offside, seppur di poco, e arriva la segnalazione di Maggiani. La Juve si mangia il 3-1 in contropiede con Iaquinta, efficace Antonioli (bravo anche dopo su Marchionni), e nell’assalto finale Di Vaio ha la palla buona dal limite ma sul suo destro Manninger blocca, confermando i tre punti juventini e regalando a un Bologna sgasatissimo la settima sconfitta su nove partite. Un dato tutt’altro che casuale.

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