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Domenica la Fortitudo in grave crisi (4 ko di fila in campionato) ospita Udine in una partita che odora di spareggio salvezza. Falliti due obiettivi, l’ammissione alla Final 8 di coppa Italia e il passaggio al secondo turno di Eurocup, coi playoff che sembrano un miraggio, adesso il gm Zoran Savic, il manager dell’ultimo scudetto fortitudino, è sul banco degli imputati dei tifosi in sciopero: «Sono l’unico referente per il club sotto l’aspetto sportivo — dice Zoran —, mi assumo le responsabilità di questa situazione, squadra e staff li ho formati io, non sono immune da errori ma non mi piace fare analisi a metà stagione. I conti vanno fatti alla fine. Ricordo che al mio primo anno in Fortitudo andavamo male, poi arrivammo alla finale per il titolo. Mancano 15 partite, tutto può succedere. A parte Siena e Roma, davanti non vedo squadre più forti di noi. Per natura sono ottimista anche se sono consapevole di lavorare in un ambiente storicamente pieno di negatività». Le viene contestata la scelta della coppia Forte-Woods. Il primo è stato tagliato dopo due giornate, l’altro è ormai a fine corsa dopo i fischi e le prove anonime delle ultime gare. «Era un rischio calcolato. Ma Forte ha fatto scoppiare tutto troppo presto. Su Woods stiamo valutando. Però non si può sempre dare le colpe agli americani. In questa Fortitudo sono gli italiani che devono essere più responsabili». Peraltro ci risulta che il taglio dell’ex Portland sarà ufficializzato prima di Udine. Si aspettava tanti problemi tornando a Bologna? «Sapevo che avremmo avuto difficoltà perché non è facile in Italia, con le regole vigenti, costruire una squadra da zero. Ma sono stati i tanti infortuni, che non ho mai visto così frequenti in 30 anni di basket, a frenarci. Ma non cerco scuse: potevamo e dovevamo giocare meglio». Tornerete sul mercato a marzo. Vi servono un play e un tiratore. «Sì, sono quelli i giocatori che possono aiutarci. Contiamo di inquadrarli e portarli a Bologna per la sosta di coppa Italia: dovranno essere inseriti nelle ultime 10 giornate. Lì si decide la nostra stagione». L’arrivo di Pancotto, risultati alla mano, non ha portato benefici immediati. «Cesare mi piace, si è trovato a gestire un momento delicato ma non si è perso d’animo. Ha sempre un atteggiamento positivo. Con lui possiamo ancora risalire la classifica. Intanto dobbiamo uscire alla svelta dalla zona retrocessione».

Categoria: Basket
 

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