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GMAC BOLOGNA

Huertas – voto 4,5 – (5pti, -, 1/2, 1/2) – Se il pesce puzza dalla testa, la squadra puzza dal play. Un plus/minus che dice -17, guardando i suoi avversari sempre dal retro e mai dal davanti, e senza mai l’impressione di poter far qualcosa altro se non spaventarsi davanti ad ogni rischio.
Strawberry – voto 5 – (12pti, 4/6, 4/10, 0/4) – Ogni tentativo di lottare dietro viene vanificato dall’ennesima prova spuntata davanti, tirando tanto e male, molto male. Al punto da chiedersi, a stagione ormai buttata, se questo avvicendamento con Forte sia poi stato utile. Ci prova, ma tatticamente siamo all’anarchia.
Woods – voto 3 – (3pti, -, 0/3, 1/4) – Tutti i presenti, ma anche e soprattutto gli assenti, lo accompagnerebbero volentieri al Marconi per un volo a sua scelta, qualsiasi destinazione, possibilmente dall’altra parte del mondo. Indolente, privo di qualsiasi voglia di sbattersi, ai limiti del licenziamento per giusta causa. Se lo scrivente può consigliare, Fakarava (Polinesia Francese) è a 12 ore di fuso orario, c’è un bel mare, qualche zanzara, e non si parla di basket. Ci starebbe bene.
Mancinelli – voto 7 – (15pti, 2/2, 2/4, 3/7) – Si stampa contro le transenne alla prima azione, e lotta davvero su ogni pallone, senza che questa sia una frase fatta. Non può appendere al muro i compagni svogliati, e quando alla fine si fa male è il tramonto delle speranze bolognesi. Ma lui, proprio, non ha nulla di cui incolparsi.
Papadopoulos – voto 4,5 – (2pti, 2/2, 0/1, -) – Incatenato al suolo quando Brown lo distrugge nelle prime battute, fa tanta panchina prima di non trovare riscatto nel terzo quarto. Inadatto a seguire i 4 avversari, ma è anche vero che qualcuno che lo faccia, Mancinelli a parte, non c’è.
Gordon – voto 6 – (15pti, 1/3, 4/7, 2/4) – Almeno ci prova, con 5 recuperi e una certa voglia di lottare. Peccato che, davanti, il problema sia sempre lo stesso: se non tira, questo proprio non sa cosa fare e da che parte sbattere la testa. Ma oggi è tra i pochi a salvarsi, pur nel marasma finale.
Malaventura – voto 5,5 – (2pti, -, 1/2, 0/4) – Fa buona legna dietro, cercando di sporcare ogni linea di passaggio, ma davanti proprio non è giornata. Anzi, non è stagione, visti i precedenti.
Fucka – voto 7 – (10pti, -, 2/6, 2/2) – Costretto a battagliare con gente che gli scappa da tutte le parti, ma con un cuore che fa provincia, regione, nazione. 6 rimbalzi, toccando tutti i palloni che gli passano vicino, e solo un polmone a cui non riesce a chiedere gli straordinari.
Cittadini – voto 6 – (2pti, -, 1/2, -) – La solita accoppiata (pallone non controllato e cesto nell’azione dopo), ma almeno buona lena difensiva nel secondo quarto che segna la riscossa bolognese.
Achara – voto 5,5 – (3pti, 3/5, 0/2, -) – Buttato sul campo al 38’ per mancanza di alternative, ha delle occasioni ma non le sfrutta. Ma le mani non può scaldarsele in un amen.

BANCATERCAS TERAMO

Poeta – voto 6,5 – (11pti, 5/6, 3/9, 0/1) – Tesse la tela, e prima o poi il ragno ci casca dentro. Non la giornata migliore al tiro, ma arrivano 5 assist e roba buona quando serve.
Carroll – voto 5,5 – (8pti, -, 1/5, 2/3) – Guarda più che partecipare, ma non serviva altro.
Moss – voto 7 – (18pti, 1/2, 7/10, 1/2) – Sornione prima, quando preferisce fare lavoro dietro che non davanti, assassino poi: sembra Lenny Kravitz, le suona ben bene alla fine. Gioiellino.
Amoroso – voto 6,5 – (12pti, -, 3/9, 2/4) – Eccessi mimici a parte, sa farsi sentire prima di uscire per un antisportivo evitabile. Bravo a sfruttare i mismatch che lo vedono di fronte a gente più bassa o più lenta.
Brown – voto 7 – (16pti, 6/6, 2/3, 2/3) – Di più non poteva fare, in 26’ dove porta gli avversari dove vuole lui. La apre e, praticamente, la chiude: la F, dietro a questi lunghi veloci, proprio non sa andare.
Piazza – voto 6 – (4pti, 2/2, 1/1, -) – Utile mosca che punge quando serve, dietro ma anche davanti. Applaudito.
Cerella – voto NG – Un rimbalzone e niente più.
Hoover – voto 6 – (2pti, -, 1/1, -) – Debilitato dalla febbre, fa quello che può.
Lulli – voto NG – Cinque minuti decorativi.
Jaacks – voto 6 – (5pti, 1/1, 2/3, -) – Tante sberle con Papadopoulos e 6 rimbalzi: quanto può dare adesso.
Marzoli – voto NG – (0pti, -, -, 0/1)

VERBA MANENT

Pancotto – Solito primo quarto in casa, poi grande generosità, grande difesa, grande atteggiamento: abbiamo recuperato, siamo andati avanti con un gruzzolo di punti, ma abbiamo fatto recuperare Teramo troppo presto, in un momento in cui avevamo speso molto. Abbiamo preso 16 punti negli ultimi 5’, roba che a punteggio basso si paga. Serviva lucidità, e la capacità di scegliere le azioni giuste nei momenti difficili. Siamo forse giovani, subiamo la pressione e la paura di questo momento. Dovevamo difendere meglio negli uno contro uno, ma la differenza l’ha fatta la percentuale nel tiro da 3, e nei tiri liberi. I numeri sono anche positivi, come ad esempio i rimbalzi e il maggior numero di tiri presi. ma abbiamo perso, e non posso dire altro se non ripartire da considerazioni morali e di fiducia, chiedendomi il perché di questo finale negativo, ma stiamo perdendo, e questo rimane. Woods? Io non ho visto la sua richiesta di cambio, non ha fatto una grande partita e non dovrebbe essere un errore a cambiare la sua voglia di giocare, né un alibi per chi lo sostituisce. Dobbiamo avere risposte da tutto il resto della squadra, se c’è una difficoltà, e un po’ di aiuto c’è stato, perché se qualcuno gioca male ci vuole una reazione di tutti, per avere altro da altri: e alla fine lui era in panchina, non c’era quando la squadra ha perso. Ci sta colpevolizzarlo quando stava in campo, ma non mi piace accusare singoli, perché di fronte all’errore dobbiamo rimediare. Ognuno deve avere responsabilità, delegare non porta a nessun tipo di vantaggio o soluzione, con questi siamo e con questi dobbiamo toglierci da questo tipo di situazione. Come se ne esce? Ci stiamo provando già da tempo, con il lavoro, ma con le sconfitte non arriva la fiducia: serve lavorare per il bene comune in un momento in cui siamo sotto schiaffo e la faccia ce la mettiamo tutti. Serve la dignità e il coraggio di metterci la faccia, chiamando tutti ad avere responsabilità, perché dobbiamo essere i primi a fare qualcosa per questa squadra, non essendo nella condizione di poter chiedere niente ad altri. Non è mancata la voglia, ma solo la capacità di chiuderla, quando forse serviva qualcosa in più: tanti piccoli fattori, ma non c’è un uomo che ci possa tirar fuori da questa situazione se non la squadra. La difesa, l’attacco di squadra, la capacità di accettare un tiro forzato o di sapere quando accelerare i tempi. Per questo serve esperienza. Domenica? Mi auguro di regalare una vittoria, dato che ai tifosi non possiamo chiedere altro, e siamo noi che dobbiamo dare qualcosa a loro: hanno passione e amore per questa squadra, faremo una sinergie ancora più importante. Ma il primo passo tocca a noi, per la storia di questa società. Cambiano gli scenari? Dimentichiamo i sogni di gloria, il nostro obiettivo è cambiato, e serve dignità cambiare strategia in corso d’opera, una volta perse le Final Eight. E’ il primo passo per aggredire questa classifica, i numeri vanno in questa direzione. Eventuali tagli? Se la squadra non fosse compatta forse, ma prima di prendere provvedimenti servirebbe una causa importante, da analizzare: se togliere qualcuno facesse migliorare sarebbe una ipotesi, ma se deve essere solo un alibi per gli altri non sarebbe una buona soluzione. Togliendo qualcuno ci vorrebbero le risorse tecniche per fare questo tipo di scelta: non mancherebbe, comunque, il coraggio di farlo.

Capobianco – Vincere a Bologna ha un effetto straordinario, specie se lo fai contro una squadra che ha tantissimo talento, e dove ogni giocatore è capace di fare giocate incredibili. Significa avere grande forza mentale, sapere dove andare, e spirito di sacrificio. Penso a Poeta, che ha un ginocchio gonfio ma che ha voluto giocare sul dolore, e a Hoover che non si è allenato tutta la settimana, con una forte influenza, ma che non si è tirato indietro. Serviva cinismo, e lottare facendo anche cose che non sono state provate durante la settimana. Sono contento di come abbiamo affrontato la partita, della capacità mentale di fare quello che dovevamo fare nel finale, specie in difesa, ma anche per l’approccio iniziale, cercando di andare a mettere in difficoltà la Fortitudo. Ci siamo riusciti fin dall’inizio, ma sapevamo che avremmo dovuto lottare fino alla fine: però questa squadra non abbasserà mai la testa, per il rispetto che ha per se stessa, per la società e per il pubblico. Stiamo andando oltre le nostre possibilità, ma possiamo ancora migliorare Secondi in classifica? Non se lo aspettava nessuno, oggi sapevamo che saremmo stati comunque terzi matematicamente, ma non stiamo a guardare la classifica: giochiamo azione per azione, poi alla fine guardiamo il tabellone e la classifica, e poi ripartiamo per la partita successiva. E questo in una stagione difficile, con le 16 squadre, ma siamo contenti di quanto sta capitando. Le Final Eight? Ci penseremo, ora pensiamo al ginocchio di Poeta, poi valuteremo gli aspetti da migliorare. Ora guardiamo a Ferrara, squadra che ha vinto e che sta inserendo un altro giocatore, vivendo domenica per domenica.

Categoria: Basket
 

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