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Nel momento in cui una vittoria servirebbe come il pane, sia per la classifica che per il morale, per la Fortitudo arriva la sfida contro una tradizionale bestia nera come Biella. Non certo l’avversario più semplice per raccogliere i cocci dopo il -27 di Siena. E per capire le tradizionali difficoltà della Effe contro i piemontesi, serve guardare dentro il bilàncio di 11-7 in favore della Fortitudo, dal 2001 (anno della promozione in A di Biella) ad oggi. A ciò va aggiunto che i biancoblù hanno perso gli ultimi quattro scontri diretti, e non battono Biella dal 26 maggio 2006, gara 4 dei quarti di finale degli ultimi playoff disputati dalla Effe di Seragnoli e Repesa.

MC CLINTOCK E THOMAS – I ko più lontani risalgono alle prime due stagioni di Biella in Serie A. Alla quarta uscita nel campionato 2001/02, Biella sconfisse 86-76 la Fortitudo di Matteo Boniciolli, che faceva debuttare John Celestand (il play americano che durò un mese) e il non irresistibile Dan Mc Clintock, in biancoblù solo per due gare (fu tagliato dopo la trasferta di Verona). La sconfìtta del dicembre 2002 (96-87) causò invece un’arrabbiatura di coach Repesa, che solo al termine della gara scoprì che Jamel Thomas (26 punti per Biella) aveva provato un anno prima con la Effe, accusando il proprio staff tecnico di non averglielo fatto presente in fase di preparazione della sfida. Dopo 3 annate in cui la F ha vinto nove gare su dieci (compresa una serie dì playoff per 3-1), Biella è divenuta definitivamente bestia nera nelle ultime due stagioni. Dopo aver vinto 87-80 alla terza d’andata del 2006/07, ecco la rimonta del Paladozza orchestrata da Reece Gaines, dal -13 del 37′ (non un record, un mese prima a Cantù la squadra di Bechi aveva recuperato dal -18 del 38′). Dagli spalti arrivarono fischi, a cui James Thomas rispose con il dito medio alzato verso la curva Calori. L’anno scorso, la beffa non fu meno dolorosa. All’andata era stata servita da Kevinn Pinkney (con la tripla impossibile sulla sirena per il 78-77), che aveva rovinato alla Effe il retrogusto del derby vinto, mentre al Paladozza l’Angelico, reduce da sei sconfitte in fila, dimostrò di aver assimilato il discorso motivazionale di Al Pacino in “Ogni maledetta domenica” (che Bechi mostrò alla squadra, riportata negli spogliatoi durante il riscaldamento), fornendo una prova da 104 punti, con 20 dell’attuale virtussino Keith Langford.

Categoria: Basket
 

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