Telecentro Odeon TV

La Tv di Bologna e dell'Emilia-Romagna (canale 17 e 71)

No Banner to display

PENSARE che per dieci minuti buoni, i duemila del catino di Biella erano rimasti immusoniti e i giganti piemontesi raggelati come le risaie a ridosso delle Alpi. Pensare che la Carife, piccola e in cerca di un’identità, la partita l’aveva dominata per buona parte del secondo e del terzo quarto, rispondendo con fisica precisione agli agguati virulenti dell’Angelico. Pensare, pensare… Eppure Ferrara questa partita-salvezza l’ha persa, spegnendosi alla distanza come un cerino sferzato dal vento e sostanzialmente sbriciolando tutto con un minuto sciagurato, a cavallo del 38′. Perché proprio nel momento peggiore della partita, proprio mentre Biella aveva ripreso ad asfaltare sudore e gloria a suon di transizioni — peraltro per buona parte del match ben bloccate dalla Carife —, coach Valli aveva ritrovato un guizzo di Collins, ieri quasi sempre inguardabile. Andre aveva appena messo dentro una tripla, quella del -2 (77-75). Ma la luce s’è spenta: parziale agghiacciante di 10-0 per l’Angelico, e partita finita. Un blackout frutto di un super Spinelli ma anche di due sciagurate e stupide palle perse da Apodaca e Collins: e adesso le chances salvezza si allontanano, pericolosamente. La classifica è nera: sei sconfitte nelle ultime sette partite, c’è bisogno di un vov.

ECCO QUA la storia della Carife. Che dalla trasferta piemontese torna a casa col cuore livido e un travaso di bile di dimensioni non indifferenti. Ma anche con una certezza: ci sono delle buone basi in vista di domenica prossima. Al PalaSegest arriverà Rieti: e coach Valli vuole avere delle conferme di quanto visto ieri a Biella. Intanto al tiro: in attacco la Carife ha fatto bene, sparando col 46% sia da due ma soprattutto da tre, dove invece in passato s’erano viste diverse pecche. Questo ha fruttato una buona resistenza a Biella nel primo e soprattutto nel secondo quarto, dove Sacchetti ha fatto la differenza.

LA FOTO DEL MATCH? Dopo il primo tentativo di fuga da parte di Biella (27-20 sul finire di primo quarto), la Carife deve cambiare strategia e chiedere meno ai lunghi, letteralmente bloccati sotto i cristalli: il baricentro della gara si sposta dall’arco e qui vien fuori un grandioso Ndudi Ebi (4/5 da tre). Sacchetti firma il sorpasso (40-41) e Jamison ci crede (40-43) ma Garri è bravo a liberarsi proprio quando la Carife stringe le maglie della difesa (42-43). Ferrara regge, nonostante la partita impalpabile di Andre Collins (primo canestro a fine terzo quarto) e arriva anche a +6 (58-64). Ma si capisce, quando il match si trascina oltre quota 70 e l’Angelico è ancora lì, che qualcosa è cambiato.

FISICAMENTE Biella ha più fondo, e sotto le plance si sente (complessivamente 35 rimbalzi contro i 26 della Carife): gli errori si moltipllcano da entrambe le parti ma il pick & roll dell’Angelico (unito alla difesa a zona) è una sentenza. Si arriva al minuto incriminato, e Biella-Ferrara è già in archivio, con Spinelli e Gist da manuale. I minuti finali servono solo a Valli per difendere, in futuro, la differenza canestri. E a cristallizzare le cose buone: tiro e fisicità.

Categoria: Calcio
 

Lascia un Commento


Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.