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La notizia delle dimissioni da capo allenatore del Real Madrid di Ettore Messina, giunta come un fulmine a ciel sereno venerdì scorso, è diventata subito materia di discussione a Bologna. Non c’è ovviamente granché da stupirsi di questo: Messina sotto le Due Torri ha vinto tutto con la Virtus, per essere precisi 3 scudetti, 4 coppe Italia, una coppa Saporta e soprattutto 2 Euroleghe. Di certo ciò che non si è neanche preso in considerazione è l’eventualità che Messina, sotto le Due Torri, ci possa tornare. Troppo costoso, colui il quale è considerato il miglior allenatore italiano (per alcuni addirittura d’Europa), per gli attuali programmi della Virtus. Le V nere oggi non sono di certo quelle di Danilovic e Rigadeau, e nemmeno quelle di Ginobili, Griffith e Smodis. Oggi la società bianconera si accontenta di un profilo un po’ più basso, nel quale vincere titoli non è nemmeno tenuto in considerazione: nelle ultime stagioni la Virtus ha raggiunto al massimo i quarti di finale playoff, e l’unico trofeo portato a casa negli ultimi 10 anni è stato l’Eurochallenge di due anni fa. Un po’ poco, è certo, rispetto ai fasti di un tempo. Questo perché sotto le Due Torri è cambiata di parecchio la disponibilità economica intorno alla palla a spicchi: i fasti dell’era-Kinder sono solo un lontano ricordo, ora i grandi investimenti (che poi, in proporzione, così grandi in effetti non sono) resistono solo a Siena, Roma e Milano. Milano, appunto, cioè la piazza dove un po’ tutti affermano arriverà Messina la prossima estate. I presupposti, in effetti, ci sarebbero: possibilità economica (la presenza di Giorgio Armani è di certo una garanzia più che sufficiente), voglia da parte di Messina di ritornare in Italia, e soprattutto la volontà di attaccare davvero la leadership senese. E, perché no, anche lo scontro diretto con Simone Pianigiani, colui il quale da più parti viene indicato come il vero successore dello stesso Messina. Il quale, in conclusione, a Bologna verrà di certo solo come avversario. O, al massimo, per mangiare qualche tigella o crescentina da Ugo a Ponterivabella. Un po’ poco, in effetti, per chi, come il pubblico bianconero, i grandi successi ora li può solo ricordare.

Categoria: Calcio
 

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