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L’ultimo a fare sussultare dalla sedia, in Fortitudo se lo ricordano bene. Si chiamava Ruben Douglas: infilò la tripla che portò tutti in paradiso, per la gioia di chi l’aveva pescato. Era americano, l’ultimo appunto “azzeccato” da troppi anni a questa parte. E c’era pure chi (non a torto), riusciva a criticarlo, soprattutto per una non impeccabile attitudine difensiva. Ma si sa, la difesa per chi arriva dall’altra parte dell’oceano non è il piatto forte, e quando poi infili il tiro della vita tutto è cancellato. Da lì in poi è stata più quantità che qualità.

MOLLATA la baracca da Seragnoli, si contano dieci americani. L’undicesimo comparirà nella prossima finestra di mercato di marzo, durante la quale verrà speso l’ultimo visto. Improbabile sia Allen, che pareva vicinissimo all’Aquila. Vero è che pescare quello giusto non è mai facile, figurarsi a stagione in corso. E allora servirà lungimiranza per trovare il traghettatore che ti permetta di rimanere vivo in serie A, con un occhio ai cervelli a stelle e strisce da mettere dentro la prossima stagione. Quest’anno il tentativo è fallito, con Gordon unico sopravvissuto (almeno per ora), e altri due la cui avventura in biancoblù s’è prematuramente interrotta (Forte e Woods). Infine, a chiudere il quadretto, la storia mai iniziata di Barron. A voltarsi indietro non è che sia andata poi meglio. Il primo anno “post serpentaro”, Martinelli ci mise, chi prima chi dopo, cinque “colored”. Si cominciò l’anno con Edney, Shumpert e James Thomas, per poi vedere aggiungersi in corsa un improbabile Norris a colmare il vuoto in regia lasciato dall’amatissimo Hamann. Dei cinque non se ne fece uno, con Edney e Shumpert brutte copie di quelli ammirati con altre casacche. L’unico ad emergere dal grigiore fu James Thomas, pompando cifre personali che l’anno seguente non gli furono sufficienti a salvarlo dalla gogna. Sì, perché il primo anno di Sacrati non fu poi così diverso: si scelsero Jenkins, Nelson e ancora Thomas. L’elettricista non convinse mai a pieno, mentre Nelson era sempre infortunato. Poi l’arrivo di Forte, fino ai giorni nostri con la scommessa Gordon, il talento e le bizze di Woods, fino a DJ Strawberry, spacciato difensore. È americano, si dirà, l’ultimo arrivato. In attesa del prossimo.»

Categoria: Basket
 

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