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Dopo la sconfitta casalinga con il Cagliari, dove si è ritrovato un Bologna senza idee, poco combattivo e dove non è per nulla riuscito il tentativo di inserire Osvaldo al fianco di Di Vaio per dare maggiore pericolosità alla squadra, la città si pone parecchie domande.
E’ chiaro che da oggi in poi la paura di non riuscire ad arrivare ai 36-37 punti che serviranno per salvarsi potrebbe indurre a non giocare sempre con la mente lucida, ma l’importante è che tutti abbiano lo stesso obiettivo e la stessa voglia di remare dalla stessa parte.
Inoltre anche il tecnico dovrà cercare di utilizzare nel migliore dei modi gli uomini a sua disposizione cercando di non commettere alcuni errori che potrebbero compromettere la salvezza.
Da questo punto di vista è chiaro che mettere in piazza la sua delusione per le prestazioni di singoli, facendo nome e cognome non è certo il modo migliore per approcciarsi con loro. Lavare i panni in casa è sempre stato il segreto di pulcinella per mantenere unito uno spogliatoio che fatica ora a lavorare con un sergente di ferro e avrebbe bisogno forse di un fine psicologo.
E se i risultati hanno tenuto all’inizio il gruppo unito, ora serve qualcosa di più. Serve che Francesca e Renzo Menarini siano spesso presenti, che Ricci e tutti i dirigenti facciano quadrato, che i trenta giocatori della rosa possano avere un riferimento preciso non solo dentro lo spogliatoio e che non si commettano più certe sciocchezze di mettere in piazza affari di spogliatoio.
Il Bologna, comunque non è certo in compagnia di squadre migliori, perché le tre che le stanno dietro, Torino, Lecce e Reggina non stanno certo vivendo momenti euforici, anzi gli uomini dello stretto per recuperare sei punti sul Bologna dovrebbero fare un autentico miracolo, mentre per Torino e Lecce il calendario non è proprio benevolo.
Il Bologna dopo la prossima partita all’Olimpico con la Roma avrà in mano il proprio destino, giocando le ultime otto partite tutte contro dirette avversarie per la salvezza: dal Siena al Chievo, dal Torino al Lecce, dalla Reggina a quelle che sopravanzano di poco come Catania o Palermo.
Ora non ci dovranno più essere scuse. Se continuerà a mancare quella cattiveria agonistica assente nel primo tempo e messa in campo in maniera confusa nel secondo salvarsi sarà molto dura. E Mihajlovic dovrà non commettere errori che sono sembrati difficili da capire: come mai inserire Belleri mezzo acciaccato per un Marchini che contro il suo ex Cagliari avrebbe dato molto più del 100%, perché inserire un Valiani che da alcune settimane vive momenti di appannamento per un Bombardini che ha mostrato di essere efficace sia in fase offensiva che di ripiegamento. Poi è difficile da capire come mai il capocannoniere del campionato si è spesso trovato a giocare largo lasciando ad Osvaldo il compito di attaccare gli spazi centralmente. Così non si sfrutta certo la sua vena realizzativi che è l’unica certezza del Bologna in questo campionato. La sosta sembra dunque cadere a fagiolo su questo Bologna per lavorare con calma e serietà, perché ora parlare di serenità è chiedere troppo.

Categoria: Basket
 

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