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L’urlo ”Serie B”, cantato per tutta la partita dai tifosi senesi verso quelli bolognesi, alla fine si ritorce contro lo spicchio di curva biancoverde: Davide batte Golia, come nelle leggende, e la fionda che spara il colpo decisivo è quella di Matteo Malaventura. Il brutto anatroccolo della stagione, quello che non segnava da 3 in casa da prima di Natale: attorno a lui, però, c’è una squadra che – priva di Lamma – ha lottato su ogni pallone, continuandoci a credere anche quando Siena era andata avanti di doppia cifra di divario, e scoprendo nell’ultimo quarto che il Mostro non era poi così brutto come veniva dipinto. Stanco, forse: Pianigiani alla fine ammette che l’ossigeno manca, ma per una volta è qui la festa, con la gente che va in campo e festeggia quasi come uno scudetto. Nunc est bibendum.

E’ una F che rasenta il commovente, quella che nel primo quarto prova a vedere quanto sia grosso il Mostro, e si accorge che, se non altro, è un po’ stanco. Si fa 5-2 subito con tripla di Achara, e anche dopo lo 0-10 esterno la voglia di buttare cuore, attributi e muscoli oltre l’ostacolo non cala: Malaventura si rovescia contro le transenne per recuperare palloni, e da una difesa ai limiti della perfezione arrivano i contropiedi che sbloccano il punteggio. Arriva un irreale 14-0 di break, a fare un clamoroso 19-12 che necessiterebbe di essere fotografato e tramandato ai posteri: Finley termina i disastri senesi, 19-14 alla sostina.

La carrozza torna zucca ben presto, quando Eze mostra i muscolacci al popolo con schiaccioni in serie, e la Fortitudo offensiva, priva dei rifornimenti del contropiede, non fa male ad una mosca: tra Strawberry e Huertas arrivano assist clamorosi, per le mani verdi, mentre Papadopoulos, messo di fronte ad avversari più scafati di Lechthaler, si diverte meno. Siena prende il largo, senza dover nemmeno chiedere tanto alla trojka arbitrale (solo una passeggiata in contropiede di Lavrinovic, minimo sindacale) e limitarsi da dar palla a Finley, che non ha in Huertas un difensore credibile, o provar ad andare in area. Arriva anche la doppia cifra di svantaggio, prima che una tripla allo scadere di Mancinelli limiti i danni. 30-39.

Pagato tributo arbitrale con un tecnico fischiato a Papadopoulos (legittimo, ma successivo a sberlone non fischiato in area), la partita si pianta tra attacchi che non segnano. Siena non molla il colpo del KO, facendo 32-45 ma non andando oltre, ma Bologna è troppo spuntata per poter far qualcosa. In area arrivano solo sberle, legittime e non, che ricacciano al mittente ogni tentativo, mentre da fuori, more solito, a volte è già tanto beccare il ferro. Cittadini fa reparto a sé, ma è troppo poco per provare una vera e propria rimonta, e pare già un successo riuscire a tenere una parità virtuale, senza che il divario diventi eccessivo. Ne segna due di fila Gordon, uno gli viene annullato da una spallata, 41-49 al 30’.

Cenerentola, però, non ne vuol sapere di tornare a casa con gli abiti di stracci, e anche quando Sato fa 47-55, ha ancora voglia di provarci. Mancinelli gioca praticamente da solo, portando i suoi fino al -3, mentre dietro si difende davvero con il sangue agli occhi. Arriva il -1 di Malaventura, arriva addirittura lo spreco di Gordon, che dalla lunetta ne mette solo uno su tre, facendo comunque pareggio. Arriva poi anche il sorpasso, siglato da Huertas (61-59 a -1’25, con scavigliata subito riaggiustata), il pareggio di McIntyre, la tripla del +3 di Malaventura a 25”, il -1 sempre dalla lunetta di McIntyre, due liberi di Huertas, poi il no da 3 di McIntyre: finisce con Malaventura che mette il libero dell’esplosione di gioia. A crederlo, si cade dal letto.

Categoria: Calcio
 

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