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Crabs: Goss 6, Pinton 10, McCray 16, Rinaldi 18, Kesicki 20, Zanus Fortes 8, De Pol 11, Moreno, Gurini 3, Crow 8, Strivieri. All Galli.
Aget: Sorrentino 10, Valentini 9, Bunn 24, Canavesi 13, Pugi 14, Ferri 3, Cattabiani 2, Righini. All. Bianchi.
Parziali dei quarti (punteggio resettato): 21-17, 24-25, 36-18, 19-15.
RIMINI – Diversissime tra loro, anche nella preparazione al campionato e nella quantità degli assenti illustri. Crabs e Aget, per ora, vanno giudicate su parametri particolari, in primis perché Bianchi non può fare a meno di Stokes e Iversen, guardia e centro titolari ancora al palo, e poi perché è evidente la mole degli esperimenti che giustamente sia il coach di Imola che Massimo Galli buttano sul parquet in questo basket di inizio settembre.
Le sensazioni iniziali sui biancorossi riminesi, però, restano più o meno quelle: al di la della facilità con la quale i Granchi segnano (100 punti totali, ieri, nello scrimmage con i cugini), stupisce la qualità difensiva, già più che discreta e ai limiti dell’asfissia.
Rimini vince tre quarti su quattro, perdendone uno, il secondo, perché si addormenta sul +10 al 7’ e subisce una bomba del prode Valentini sullo scadere: per il resto controlla a piacimento la contesa, soprattutto quando riesce a correre sull’asse Goss – McCray – Kesicki.
Loro tre, gli osservati speciali, difendono come pazzi e propiziano quasi tutti i recuperi dei Crabs: a difesa schierata, invece, c’è ancora qualche cosa da oliare, ed è ultranormale sia così dopo nemmeno 3 settimane di preparazione.
Bene Rinaldi, generoso e fisico anche se ogni tanto ancora arruffone, un po’ come l’amicone Pinton, che da guardia (e piedi per terra) è una sentenza senza ritorno, mentre in fase di impostazione siamo ancora a quei “fermi di palleggio” maledetti.
E Imola? Bunn e Canavesi, più che mai. Il lungo più basso della storia fa canestro come e quando vuole, portando a scuola un po’ tutti i dirimpettai, mentre “Cana” mostra talento e ottime cose in attacco contro una tenuta difensiva ancora da trovare.
Va da se che i 20 punti del polacco Kesicki stupiscono fino ad un certo punto: il ragazzone sa fare canestro, anche dall’arco (2/3), e sa pure mettere la palla per terra. Il resto (cioè i rimbalzi) per ora lo fanno De Pol, Zanus e Rinaldi, mentre in casa Aget, senza il pinnacolo Iversen, la vita sotto canestro è davvero dura.

Categoria: Calcio
 

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