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FINISCE la partita, parte la musica e ci sono baci, abbracci e strette di mani. I giocatori della Trenkwalder salutano e ringraziano i 5 tifosi del collettivo arrivati da Reggio poi, come consuetudine, si stringono al centro del campo e lì restano. Trenta, quaranta secondi, un minuto: cosa succede? A svelare questo piccolo mistero, a fine partita, è il baby Nicolò Melli al quale non manca il coraggio, così come a Marco Carra, di tuffarsi in sala stampa. «Cos’è successo a fine partita? Semplice – spiega -: Young ci ha chiamati a metà campo e ci ha sgridati. Ci ha detto che con questo atteggiamento non si va da nessuna parte. Ci ha fatto capire in modo chiaro che dobbiamo cominciare a giocare in modo diverso. E io credo che abbia ragione. Perché questa volta quello che non è andato bene è stato proprio l’atteggiamento. Ci siamo affidati solo al talento, pensando che potesse bastare e invece non è così. Solo con il talento le partite non si vincono. Dobbiamo pensarci e fare tesoro di questi errori. Purtroppo si è confermato che abbiamo due facce diverse tra le gare interne e quelle esterne e io credo che dobbiamo fare di tutto perché questo non succeda più».
E dire che eravate partiti bene… «Sì, – continua Melli – e questo credo fosse dovuto al fatto che in settimana avevamo lavorato duro. Poi, però, sono tornati fuori i nostri difetti. Forse quando siamo arrivati a più 9 abbiamo creduto di aver già vinto, di avercela già fatta. Loro, al contrario, sono stati bravi a crederci e a rimanere aggrappati alla partita e ci hanno fatti neri… La loro zona? Beh, sicuramente l’hanno fatta bene e sono stati bravi, ma c’è stato qualcosa che non ha funzionato nella nostra testa perché non siamo riusciti a leggerla bene. La mia prova? Sto lavorando per crescere e ritrovare i miei punti di riferimento».
Delusissimo Marco Carra: «Il nostro primo tempo faceva ben sperare poi, nella ripresa, ci siamo disuniti faticando moltissimo contro la zona. Abbiamo commesso troppi errori e anche la mia prova è da dimenticare. Il litigio con Mian? Mi diceva che in un’azione fallosa mi ero buttato per terra: mah…».

Categoria: Basket
 

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