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La Fortezza Bologna – Angelico Biella 83-72 (26-15, 49-36; 71-56)

LA FORTEZZA: Ford 18 (8/11), Koponen 5 (1/2 1/1), Blizzard (0/1 0/2), Arnold 13 (5/9 0/2), Righetti 10 (1/2 1/3), Boykins 14 (3/4 1/1), Giovannoni 9 (3/8 1/2), Chiacig 2 (1/1), Langford 6 (0/1 2/3), Moraschini ne, Malagoli ne, Vukcevic 6 (1/2 1/4). All. Pasquali.

ANGELICO: Raspino ne, Spinelli 6 (1/1 1/3), Danna ne, Jerebko 2 (1/4), Garri 9 (2/5 1/2), Gist 14 (4/7 2/2), Rotondo ne, Smith 15 (2/5 3/9), Aradori (0/1 da tre), Gaines 18 (2/4 4/7), Plaisted 8 (3/3). All. Bechi.

Arbitri Lamonica, Duranti, Ursi. Tiri da due: LaF 23/41 (8/18 da tre), Ang 15/29 (11/ 24da tre). Tiri Liberi: LaF 13/16, Ang 9/14. Rimb.: LaF 29, Ang 29. Ass.: LaF 13, Ang 13. Spettatori: 6658.

Manca benzina all’Angelico, troppa benzina, per prendersi il primo punto di stagione davanti 6658 del rinnovatissimo Futurshow Station. Manca benzina ma non orgoglio, se alla fine un’armata sfinita riesce pure a spaventare l’avversario, risalendo da -19 a -10, che sono pochi, con la nomea sinistra di bounty killer che la Vu vorrebbe sventolare, se già, di là, avevano tirato giù la serranda. E’ andata, la prima sfida, come si poteva prevedere, accostando gli organici. Grande, grossa e al completo, Bologna ha potuto stritolare lentamente un’Angelico che, invece, aveva troppi buchi: spremuti i titolari, non c’era molto da inventare. E, quando la difesa rossoblù s’è affievolita, Boykins e Ford hanno avviato i loro balletti sulle punte, dilagando col pick’n’roll. Pompando energia nuova nel motore, ossia faccia tosta e gambe forti dei propri mori e molto più di Righetti. I bianconeri l’avevano iniziata meglio (13-7 dopo 6’). Poi la Virtus s’è alzata, ancora brillantemente, chiudendo pure i corridoi in difesa e lanciando, in attacco, alcune spallate: lì, ha visto vincere gli assalti di Ford e ancor più i velenosi rimbalzi offensivi di Arnold, contro un quintetto che invece aveva mastice sotto le suole. Per Biella il pacchetto lunghi è il più disossato: tranne Gist sono tutte comparse, Gaines, fuori, l’unico superstite. Serve qualcuno, come il pane. Alla causa, dopo tre stoppate subite, vengono offerto solo triple, però troppo poco per non fallire la rimonta. La Virtus punta invece su cioccolatini offerti da Boykins, che ha più birra più di tanti cavalli lessi e coi minuti si candida, a zompi veri, padre del match (49-36 al the). Ripresa. Dall’angolo Gist stampa subito il -10, poi Boykins scippa Gaines e gli sfila la seconda palla persa. La temperatura agonistica si alza e l’Angelico si bruciacchia, con tiracci e palle perse: un punto in 3’, si capisce meglio. E quando , da tre, Giovannoni infila il +19 siamo all’apoteosi. L’altro che picchia è Arnold: 4 punti in 2’. Zona Bechi, sul massimo abbordaggio dei pirati di casa. E qui, soprattutto, due colpi dall’angolo di Gaines, che gioca da zio, mica da nipotino: -10 tutto suo. Ultimo giro, si riaccende Boykins. Partita finita, un silenzio da cattedrale sulla navata dei biellesi, tanta allegria nel resto dell’arena quando la mattanza s’allarga a 11 punti. Non c’è altro da capire. Il campionato, se vi pare, è ripartito.

Pasquali: «Approccio buono, Biella era squadra da non sottovalutare soprattutto per le loro qualità offensive. Volevamo abbassare il ritmo e tenerli sui 70 punti. Nell’amichevole giocata con loro ci aveva fatto molto male il pick n’roll, e allora abbiamo provato a limitarlo; oggi ha funzionato. Sono soddisfatto perché ogni giocatore, anche quelli partiti dalla panchina, ha saputo interpretare benissimo il proprio ruolo, facendo quel che doveva nei minuti concessi. Blizzard? Oggi si è sacrificato in difesa. Boykins? Quando ha accelerato ha fatto quel che ha voluto, ma dopo il break l’ho tolto perché non volevo che la squadra si abituasse a dipendere da lui».

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