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Allenamento mattutino per i rossoblù oggi. Ancora incerta la presenza di Mingazzini, che anche oggi si è allenato solo in parte con la squadra, mentre Castellini ha superato il problema e da ieri è completamente agli ordini di Mihajlovic.
Certo, le assenze di Amoroso, Lavecchia, Volpi e Bombardini non sono poca cosa in una squadra che manca un po’ di qualità, ma il primo compito del tecnico serbo è soprattutto quello di ridare fiducia e quindi più dei nomi che scenderanno in campo è importante ritrovare quella fiducia nei propri mezzi che è l’arma in più per ritrovare punti che valgono molto verso la salvezza.
Anche perché dall’altra parte c’è una Roma che dopo la bella vittoria in Champions i più danno per rinata, così come sembrava rinato il Bologna dopo la partita con la Lazio. Capitan Totti dopo aver ripreso quota mercoledì, con i rossoblu dovrà affinare ancora di più la sua forma, anche se è chiaro che non è ancora al top e dunque l’uomo in più tra i giallorossi potrebbe essere ancora una volta Mirko Vucinic, uno dei pezzi più pregiati del mercato giallorosso, insieme a De Rossi e Aquilani. Dopo aver giocato negli ultimi anni come punta unica nel 4-2-3-1 quando mancava Totti, oppure come terzo centrocampista avanzato, quindi anche con compiti di chiusura, ora con il cambio di modulo e i due attaccanti, può tornare a quel ruolo di seconda punta che è sempre stato il suo cavallo di battaglia, per sfruttare al meglio i suggerimenti o i movimenti sia di Totti che degli altri centrocampisti.
In casa rossoblu, allo stesso modo, sarà ancora una volta Marco Di Vaio l’attaccante al quale aggrapparsi, anche se sarà importante pure recuperare giocatori fondamentali, tra i quali Adailton potrebbe essere quello che più di altri è capace di servire in profondità Di Vaio per portarlo più facilmente al tiro. Sarà importante per i rossoblu vincere la sfida a centrocampo e dunque utilizzare uomini come Mudingayi, Marchini e Valiani, combattenti che con un po’ di adrenalina in più possano neutralizzare la classe sicuramente maggiore degli uomini di Spalletti. Una sorta di linea gotica più alta, che non metta troppo in difficoltà la difesa e che impedisca di innescare Totti e Vucinic, controllando, poi, in maniera maniacale i movimenti di Panucci sui calci da fermo.
Tanta attenzione, cattiveria e un po’ di fortuna. Era la ricerca a cui nelle ultime partite si aggrappava anche Arrigoni, ma oramai le sue pile erano un po’ scariche e senza le prime due componenti la fortuna da sola non può funzionare.

Categoria: Calcio
 

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