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Tutto è bene quel che finisce bene, si potrebbe dire, e almeno il caso Earl Boykins, tornato a Bologna e mandato sabato in campo da Matteo Boniciolli senza particolari problemi di concentrazione o altro, è ormai alle spalle. «Si è visto quanto è importante per noi – ha detto il coach a fine partita – e ora potrà allenarsi senza avere problemi familiari a deconcentrarlo». Nessuno screzio con il pubblico, nessuno striscione come era successo domenica scorsa a Siena, quando i Forever Boys chiesero a lui e a Brett Blizzard maggiore rispetto, e applauso finale a siglare la riconquistata pace tra Boykins e il mondo bianconero. Pace “comprata”, se vogliamo, con la pesante multa inflitta dalla società ed accettata quasi a sorpresa dal giocatore, ma adesso si può guardare al futuro con la convinzione che tutti, da questa storia, possano avere imparato qualcosa. Diversa invece è la situazione di Brett Blizzard. La guardia italoamericana infatti è finalmente tornata in Italia nel pomeriggio di sabato, dopo lunghe peripezie aeree delle quali anche il sito Virtus ha fatto ironia nei giorni scorsi, e ha assistito dal parterre alla partita con cui i suoi (ex?) compagni hanno matato la Premiata Montegranaro. Desideroso di tornare a giocare e di riprendere il suo posto in squadra, ora la decisione passerà alla società, che nei prossimi giorni valuterà la situazione. Sindacalmente Blizzard non può essere lasciato fuori dagli allenamenti, ma oltre a questo c’è anche una questione prettamente pratica a cui la Virtus dovrà far fronte. Ovvero, il fatto che Blizzard, passaporto italiano in mano, è un patrimonio che rischia di deprezzarsi, senza giocare, e che ora può solo essere reintegrato o mandato in prestito. E qui le soluzioni sono due, non considerando l’ipotesi di una partenza verso l’estero: o una cessione in LegaDue, come fatto recentemente con Dimitri Lauwers che è stato spedito a Varese, o trovare una squadra di serie A che sia disposta, con Brett, a giocarsi il jolly prima della finestra primaverile di mercato. E già in autunno, di collocazioni per il giocatore non ne sono state trovate. Resta comunque la sensazione di un pasticcio mal gestito in primis da Blizzard, che dopo aver chiesto di essere ceduto per mancanza di spazi con la nuova gestione Boniciolli (che peraltro ha avuto ben poco tempo per valutare il giocatore, visto che la richiesta di cessione è arrivata subito dopo l’insediamento del sostituto di Renato Pasquali) ora chiede il reintegro. Pur con un roster invariato – e quindi gli spazi che potrebbe trovare adesso non sono diversi da quelli di novembre – e pur con un allenatore che, come tipico di Boniciolli, non gliele ha mandate a dire. Intanto, per la Virtus il programma vede ora l’infinita quanto inutile trasferta a Samara, ultima tappa della prima fase di Eurochallenge. I bianconeri hanno lasciato a casa Earl Boykins, come previsto, ma anche Jamie Arnold, a cui è stata evitata la lunga traversata delle Russie visto che è in procinto di diventare padre. Queste due assenze daranno spazio, come detto da Boniciolli, alle seconde linee, il giovane Malagoli in primis, anche se non si andrà ai piedi degli Urali per fare turismo: «Siamo la Virtus, non dimentichiamocelo, e quindi abbiamo il dovere di portare sempre alto il nome scritto sulle nostre maglie”, è il dettame principale del coach, per cui non si prevede una passeggiata. Occasione quindi per chi ultimamente ha avuto poco spazio diriscattarsi, e occasione anche per Alex Righetti di mettersi in luce dopo la cazziata che Claudio Sabatini ha inflitto ai tifosi che mugugnano davanti ai suoi errori.

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