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Abbiamo raggiunto, a Sacramento, Bennett Davison, ex giocatore di Virtus, Napoli e Olimpia Milano. Nato a San Francisco il 21 Novembre 1975, tra pochi giorni compirà 33 anni. Davison vanta una lunga esperienza europea con apparizioni, oltre che in Italia, anche in Turchia, Slovenia, Croazia e Grecia, ma soprattutto può vantarsi del titolo di Campione NCAA 1997, aggiudicatosi con la maglia di Arizona University e sotto la guida del leggendario coach Lute Olson. Suoi compagni di quell’avventura fantastica (partiti come numero 13 ad ovest i Wildcats eliminarono ben tre numero 1 del tabellone, fino ad arrivare alla vittoria di Indianapolis su Kentucky) furono, tra gli altri, Mike Bibby, Miles Simon, Micheal Dickerson e Jason Terry.

BD: ”Sono tornato a Tucson qualche settimana fa e ho pranzato con Lute. Insieme a me c’erano alcuni miei ex compagni ed il coach è stato molto felice di riaverci tutti li intorno a lui. Dopo che il suo cuore si è messo a fare i capricci i medici gli hanno obbligato di ritirarsi, ma quello che ha fatto per Tucson e per l’Università di Arizona non potrà mai essere dimenticato. Coach Olson ha messo U of A nella mappa del college basket.”

Bennett, non abbiamo avuto tue notizie dalla fine della passata stagione, quando eri al Rethymno, in Grecia. Li non hai avuto grandi statistiche, visto anche che il coach ti impiegava fuori dal tuo ruolo, facendoti fare il centro. Come ti senti adesso?

BD: “Sto benissimo. Mi sento molto meglio rispetto alle ultime stagioni. Nella mia ultima stagione in Italia, quella passata tra Bologna e Milano, ho giocato con un frammento osseo che girovagava nella mia caviglia. Interpellai tre dottori in Italia, ma loro dissero che non c’era niente che non andava, senza fare altro. Al ritorno negli Stati Uniti, dopo un consulto con i medici dei Sacramento Kings, mi hanno diagnosticato questo piccolo frammento osseo, così con un piccolo intervento da trenta minuti and un paio di settimane di riabilitazione, sono potuto tornare a giocare, finalmente senza sentire fastidio alla caviglia. Ho trovato un ingaggio in Grecia, dove ho aiutato il Rethymno a recuperare dal pessimo avvio di stagione. Abbiamo finito la stagione con un record vincente, ma purtroppo questo non è stato sufficiente ad evitare la retrocessione”.

Durante la post season cosa hai fatto? Hai lavorato per farti trovare pronto per questa stagione?

BD: Durante la off season ho lavorato a Sacramento con i giocatori di Sacramento State ed alcuni giocatori Nba locali: Kevin Martin e Bobby Jackson di Sacramento, Mike Bibby di Atlanta, Matt Barnes di Phoenix. Recentemente ho lavorato molto uno contro uno con Kenny Thomas dei Kings. Questo è stato il mio modo per farmi trovare pronto per la nuova stagione.

Hai trascorso quattro anni in Italia, come ti sei trovato nel nostro paese?

BD: Ho trascorso anni bellissimi da voi dalla prima esperienza a Napoli, fino a Milano. Ho ricordi bellissimi, come vincere il Campionato di Lega Due a Bologna, ma ricordo anche di non aver avuto una buona stagione nella mia ultima esperienza alla Virtus. Giocavo con la caviglia che mi faceva male per il frammento osseo, ed in un sistema basato sui giocatori esterni, senza molte occasioni per i lunghi di poter emergere. Ma sono cose che capitano, non sono turbato per questo, se chiedi in giro, ogni giocatore ha avuto stagioni migliori di altre.
Ora che sono a posto fisicamente però ho voglia di mettermi alla prova e tornare a giocare nel Campionato Italiano, il migliore di tutta Europa per organizzazione e livello tecnico. è quello dove io ho avuto le mie migliori stagioni, e dove mantengo ancora numerosi contatti. Ci sono molte famiglie e giocatori a Napoli, Bologna e Milano, con cui ci teniamo ancora in contatto.

Hai già avuto contatti con qualche squadra?

BD: Sarò a Milano il 20 Novembre, così potrò attendere che alcune squadre liberino dei posti dopo qualche taglio. Se capiterà l’occasione io sarò pronto per dimostrare di essere pronto a giocare. Finora ho avuto alcune offerte, ma so anche che i club preferiscono non cambiare in corsa, per non rovinare la chimica che già si è formata nei primi mesi di gioco. Mi farò vedere in giro, così potrò dimostrare di essere pronto per giocare. Sono affamato di giocare della buona pallacanestro in Italia.

Leggendo il tuo sito web, ho trovato che hai creato un nuovo business: aiutare i giocatori americani che decidono di andare a giocare all’estero. Puoi spiegarci in cosa consiste il tuo progetto?

BD: Devo dire che ho anche un altro motivo per venire a Milano ed è quello di far conoscere questo mio progetto: aiutare i giocatori americani, e le loro famiglie, ad adattarsi al nuovo stile di vita quando si gioca all’estero, e ,allo stesso tempo, guidare i giocatori europei che si apprestano ad andare a giocare negli Stati Uniti. Riguarda tutte le esperienze che possono capitarti in un intero anno vivendo in Europa o negli States. Durante la loro carriera i giocatori di basket sono abituati a vivere uno stile di vita piacevole, questo però potrebbe essere molto costoso per i loro portafogli. www.EUhooplife.com è un sito web che tratta di come muoversi per quanto riguarda l’affitto di una casa, macchine, informazioni sulle tasse, rientro negli States e quant’altro può essere utile ai giocatori e alle loro famiglie. Perfino liste di libri per prepararli alle loro nuove esperienze. E’ un dato di fatto che il 65% degli atleti professionisti finiscono in bancarotta dopo cinque anni dalla fine delle loro carriere. Tutto questo perché loro non hanno messo da parte risparmi. Ho elaborato un business plan, che è stato autorizzato e certificato dalle autorità americane, dove, tramite un piano di accumulo, questi giocatori possano trovarsi con dei risparmi alla fine delle loro carriere, per far si che loro e le loro famiglie possano mantenere il loro stile di vita anche una volta terminata l’attività agonistica. Sul mio sito web potranno trovare tutto quello che sarà loro utile per la loro formazione e preparazione finanziaria per il loro futuro. Spero di riuscire in entrambi i miei obbiettivi.

Categoria: Basket
 

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