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A volte basta un “grazie” in più, un sorriso, o anche solo un “buongiorno” e magari essere chiamati per nome. Non sono cose scontate in un ospedale o in una casa di cura, dove spesso il paziente si trova su di un letto – neanche troppo felice di esserlo – e il medico di turno o l’infermiere meccanicamente passano, sostituiscono flebo, toccano, controllano e spariscono in un batter di ciglia. Ma la stretta di mano, quella no, non è necessaria per il medico. Non vogliamo generalizzare ovviamente ma la realtà non è così lontana se qualcuno ha pensato di istituire una giornata mondiale della gentilezza nei luoghi di cura. Domani, 13 novembre. E anche a Bologna saranno diverse le iniziative, negli ospedali cittadini, per celebrare cortesia, cordialità, disponibilità, con la speranza che possa essere uno stimolo comportamentale che continui al di là di una giornata.

Un altro appunto per gli operatori sanitari: guardare chi ci sta davanti ed evitare di dargli del tu se non richiesto.

Nel video: intervista a Fanny Cappello, Comitato scientifico Centro Antartide

Categoria: Attualità
 

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