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La notizia tanto attesa, nel bene e nel male, è quindi arrivata: Qyntel Woods presto non sarà più un giocatore della Fortitudo. Non è ancora successo (ma potrebbe accadere da un momento all’altro) solo perché attualmente c’è qualche preoccupazione per le condizioni di Mancinelli, che non si è ancora ripreso dal piccolo stiramento di domenica scorsa. Se Mancio ce la farà a breve, l’impressione è che domenica prossima, nello scontro-salvezza contro Udine, Woods sarà già fuori dall’uscio. La rinuncia all’ala americana, dopo che è già saltata da tempo la testa dell’altra presunta punta della squadra Joseph Forte, è una palese ammissione di colpevolezza della società biancoblù, che proprio sulla teorica coppia delle meraviglie aveva basato l’intera squadra: in quest’ottica, visti i risultati degli ultimi tempi, per scovare una scelta così fallimentare bisogna risalire ai tempi di Caino e Abele. Ma non è tutto: in questo momento davanti alla porta del g.m. Zoran Savic c’è un’autentica fila di giocatori che se ne vogliono andare. Il primo della truppa, ahimé, è proprio Stefano Mancinelli, idolo della tifoseria ed attuale capitano in assenza di Davide Lamma: irretito da tante sirene, italiane e straniere, teoricamente pronte a coprirlo di ancor più soldi di quelli che piglia qui (e si parla comunque di 650 mila euro annui, mica bruscolini), Mancio vorrebbe addirittura fuggirsene subito, alla riapertura del mercato in marzo. Savic non ci sta, non vuole assolutamente dare parvenze di smobilitazione in un momento così delicato, ma a questo punto è palese che, a fine stagione, le strade della Fortitudo e di Mancinelli si separeranno. Se sarà un bene o un male, lo si vedrà solo con il tempo.

Categoria: Calcio
 

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