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Una settimana fa, all’ora di pranzo, la Fortitudo aveva subito una lezione dai campioni d’Italia di Siena, subendo 109 punti. Ieri, per tre quarti, l’Aquila tiene la stessa media, migliora ma non basta. Così Biella, che prima di incontrare la Fortitudo aveva vinto un solo incontro (ad Avellino), non da’ scampo a una Fortitudo troppo morbida, soprattutto nei due americani, Woods e Gordon, che pure dovrebbero essere una guida per i compagni. Per dirla tutta un americano gran difensore, Dj Strawberry, la Fortitudo ce l’ha, ma è in tribuna e potrà essere utilizzato solo da lunedì prossimo. Le voci sul club, nonostante la conferenza stampa di Sacrati, sembrano lasciare il segno su una squadra in difficoltà fin dalla palla a due. Apre Jerebko, si esalta Gaines: non sono nemmeno passati due minuti che Bologna è già sotto 10 a 2. Woods si intestardisce nel tiro dalla lunga distanza (senza averne ne’ i numeri ne’ le percentuali) e, in difesa, si fa portare a spasso dal bimbo Jerebko. Prima di incrociare la strada di Woods, lo svedese, un giovanotto di belle speranze, ha un massimo di 9 punti, con una media di 5,2 a gara. BASTANO le disattenzioni difensive di Woods per esaltare il biondo svedese. Sakota da’ fiducia a Marcelinho Huertas, ma il play brasiliano con passaporto italico sembra davvero il lontano parente del giocatore che, fino a pochi mesi fa, aveva fatto mirabilie nella Liga Acb. Che non sia giornata, in difesa, per la Fortitudo, lo si intuisce dai punti, che mette a segno il bimbo, Tommaso Raspino. Nel primo quarto, chiuso sotto di sette lunghezze, la Fortitudo resta in linea di galleggiamento grazie ad alcune invenzioni di Mancinelli, che pare trovare il feeling giusto con Gordon. E Jamont, uno che fisicamente potrebbe spaccare le partite in due, si fa sentire nel secondo quarto. Rientra fino al -4, la Fortitudo (34-30, tripla di Malaventura) e sembra poter riprendere in mano le redini dell’incontro. Anche perché le seconde linee di Bechi, Spinelli e Aradori, non sembrano avere la verve dei titolari. L’Angelico ha mille vite e tanta voglia. La voglia di infrangere, per la prima volta in questa stagione, il tabù casalingo. Ha voglia, l’Angelico, e Gist, là dietro, con la sua esplosività, mette in crisi una Fortitudo che non riesce a raccapezzarsi. Sul 59 a 43, Dragan Sakota «violenta» se stesso: la Fortitudo abbandona la difesa a uomo per tentare la strada della zona. LA DIFESA collettiva, anziché mascherare le lacune (o la mancanza di applicazione e concentrazione) delle sue stelle, le acuisce. Biella gioca sulle ali dell’entusiasmo e, prima della penultima sirena, tocca il +23, 72-49 con una tripla di Smith. Ci sarebbero ancora dieci minuti: se non per ribaltare la gara almeno per rendere meno amara la domenica. Ma invece è una domenica da dimenticare. Zoran Savic se ne va a due minuti dalla fine facendo i complimenti al general manager avversario Baiesi, mentre c’è tempo per la contestazione di 6-7 tifosi fortitudini, dei 50 giunti fin qui. Sabato sera, al PalaDozza, arriverà la Benetton Treviso, davvero un brutto cliente per chi vorrebbe dare una svolta alla propria stagione.

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