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Dopo l’allenamento di martedì in cui si dice abbia già dato prova della sua potenza fisica, Qyntel Woods s’è accomodato a fianco di Savic alla sua prima presentazione. Della stella americana ancora i bagliori, non senza qualche esame di coscienza tecnico e umano, a tracciare le fila di una grande carriera vissuta fin troppo, a soli 27 anni. «L’Nba è stata una bella esperienza ma ero molto giovane e ho commesso un sacco di sbagli. Avevo molti soldi ed ero ignaro dei pericoli a cui andavo incontro. Non rinnego nulla del mio passato, anche se oggi penso che l’Nba non fosse la situazione ottimale per me, in più c’erano troppi giocatori nel mio ruolo. Anche per questo non sono sorpreso nel vederne tanti approdare in Europa, il mercato Nba non paga tutti per quello che possono valere, così si cercano altre soluzioni».
Portland, Miami, Boston e New York gli hanno dato tanto, fino a inciampare in «grane» legali con un arresto e condanna ad 80 ore di lavori sociali per aver organizzato lotte clandestine tra cani. Mentre l’anno scorso in Grecia è stato fermato dall’Olympiacos per esser risultato positivo alla cannabis.
Oggi del passato sorride un po’ imbarazzato, aspettando il giorno di scendere in campo e limare altri difetti, quelli tecnici. «Non mi stupisco che coach Sakota abbia parlato della mia discontinuità, è una mia mancanza per questo voglio rimanere il più concentrato possibile per l’intera stagione.
Vorrei migliorarmi nel tiro e diventare più pericoloso. In ogni caso sono pronto a fare qualsiasi cosa per la squadra». Al suo fianco troverà Joseph Forte. «Joe lo consosco bene, è un amico anche se non abbiamo mai giocato assieme». Nelle sue parole si legge un pizzico di incompiutezza. «La mia esperienza più bella è stata in Grecia con l’Olympiacos, ma anche lì so che avrei potuto dare qualcosa in più». Presto ritroverà a Bologna anche Earl Barron, fresco di firma. «Ero già andato via quando Earl arrivò a Miami, ma lo conosco. Il derby? Sono nato per questo tipo di match».

Categoria: Basket
 

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