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Eccolo, Qyntel Woods. Polo bianca con la Effe, doppio brillante ai lobi, ed allo stesso tempo lo sguardo dritto sulla platea dei giornalisti, dapprima ascoltando con attenzione la traduzione delle parole con cui Zoran Savic lo presenta, e quindi rispondendo puntualmente e con grande onestà alle loro domande, dimostrandosi a proprio agio. “E’ un piacere essere qui a Bologna, una situazione nuova che mi appresto a vivere con curiosità, come del resto mi è piaciuta molto la Grecia ed il basket giocato là, così come i tifosi biancorossi. Ma mi hanno detto subito grandi cose del tifo della Fortitudo, che sa essere caldissimo ed ama i giocatori che sanno farli incendiare. Non vedo l’ora di giocare per loro”. Coach Sakota ha detto che dovrai puntare ad una grande continuità di rendimento. “So esattamente cosa intende e sono d’accordo con lui, l’anno scorso ho giocato grandi partite ma senza riuscire a tenere con consistenza lo stesso livello, per questo dico che avrei potuto ottenere di più con l’Olympiacos. Il mio primo obiettivo sarà proprio quello di riuscire ad tenere la massima concentrazione lungo tutto l’arco della stagione, dopodiché voglio puntare anche a migliorare ulteriormente il mio tiro da fuori, per impedire che i difensori avversari possano chiudersi nell’area colorata per fermare le mie penetrazioni, dando così ancora più pericolosità al mio gioco. Che, pure, non sarà soltanto attacco ma anche difesa e rimbalzi, facendo tutto ciò che il coach mi chiederà”. Insieme a Joseph Forte promettete di essere una coppia esplosiva… “Conosco Joe, non abbiamo mai giocato insieme ma siamo buoni amici e non vedo l’ora di giocare con lui, è una grandissima persona ed un giocatore fantastico, penso che potremo fare davvero grandi cose!” L’obiettivo di tante sfidanti è fermare Siena… “L’ho affrontata l’anno scorso con l’Olumpiacos, è un’ottima squadra che ha cambiato solo un paio di elementi. Ma non mi preoccupo della forza dei nostri avversari, preferisco concentrarmi su me stesso e sui miei compagni di squadra. Giocando al massimo e facendo divertire i nostri tifosi, e questo significa vincere”. Cosa ti è rimasto degli anni in NBA? “La reputo un’esperienza positiva nella mia vita, a prescindere dagli aspetti negativi. Non è facile per un giovane entrare in quel mondo ed ottenere improvvisamente tanti soldi senza conoscere i rischi che ci sono tutt’attorno, può capitare di commettere errori come è successo a me, magari non ho avuto fortuna capitando nel contesto sbagliato, a Portland non c’erano gerarchie e in più ero chiuso da molti giocatori, ma non nascondo che sono io ad aver sbagliato nel mio comportamento fuori dal campo”. Dall’NBA arriva ora Earl Barron. “Sono contento, credo che potrà darci tanto. Non abbiamo giocato insieme a Miami, quando lui arrivò agli Heat io ero già andato via, in compenso veniamo dallo stesso college, Memphis”. Dopo quelli di Atene, ti aspettano i derby di Bologna. “Mi piacciono le grandi sfide, sentire la rivalità. Credo di essere nato per questo tipo di gare, giocarle al massimo sarà il modo migliore per dimostrare alla Fortitudo e a tutti i nostri tifosi quanto tengo ad essere qui e dare tutto per loro”.

Categoria: Basket
 

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