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«VOGLIO FINIRE la mia carriera qui a Bologna, posso giocare altre 2-3 stagioni e vorrei disputarle tutte qui». Questa la dichiarazione di amore eterno che Dusan Vukcevic proclama nei confronti della Virtus. Sentimento contraccambiato da Claudio Sabatini il quale più volte ha dichiarato come per lui ci sia già un posto da dirigente, una volta che avrà appeso le scarpe al chiodo.
«E’ presto per parlarne, ora voglio solo restare concentrato sul mio lavoro che è la cosa più importante. Quello che farò dopo, lo penserò in seguito».
Una stagione difficile a Milano non l’ha cambiato, alle parole ha sempre preferito i fatti, così durante la conferenza guarda sempre l’orologio per non arrivare tardi in piscina.
«Iniziamo facendo una buona preparazione, poi vediamo cosa saremo in grado di fare. Sono contento di tornare, per giocare una grande stagione con una buona squadra: i giocatori li conosciamo già, e io sono ritornato a Bologna perché i tifosi qui hanno il basket nell’anima, e per giocare devi essere sempre concentrato, dando sempre il massimo in ogni partita».
L’altro pilastro per una stagione diversa da quella passata è la compattezza dello spogliatoio. «Dobbiamo costruire una squadra con carattere, abbiamo un buon allenatore e tutto lo staff tecnico è valido; cerchiamo di creare un clima positivo nello spogliatoio, perché tutto comincia da questo. Dopo, andremo a giocare la nostra pallacanestro stando concentrati sulla Fiba Cup e sul nostro campionato che non è semplice».

NONOSTANTE la Virtus sulla carta sia di ottima qualità, Vukcevic preferisce non candidare le V nere al ruolo di eventuale anti Siena. «Non voglio pensare alle altre squadre, ma solo alla nostra e al nostro gioco. Vedremo poi quali saranno i risultati che sapremo ottenere, certo possiamo provarci cercando di dare sempre il massimo di noi stessi».
L’ultima questione spinosa riguarda il mercato. Nel roster ci sono già 5 esterni e la società bianconera sta lavorando per portare il sesto, un play che sia il vice di Boykins.
«Io sono stato il primo giocatore a firmare e mi è stato detto che sarebbe stata una squadra di 8-9 giocatori, ora ce ne sono 10. Siamo già tanti, ma la stagione è lunga e avere sei esterni non sarà facile perché tutti vorranno andare in campo anche se un play serve sempre. Ci sono tanti rischi, per cui un’altra guardia ci può stare».
Intanto oggi all’Arcoveggio approderà la prima pattuglia americana composta da Langford, Ford e Arnold, oltre a Brett Blizzard, mentre Boykins raggiungerà le Due Torri solo a fine mese.

Categoria: Basket
 

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