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Per non recidere il cordone di vice Siena, la Vu affidava la missione possibile, almeno quella in superficie, a una gara dettata stamane qua all’Eur dalla voglia di confrontarsi con chi seconda forza lo è stato fino a ieri. La linea è provarci: poi, volendo riuscirci, perché non sarebbero bastate certo, in gergo locale, anema e core. Attendevano tutti il momento. Anche controcorrente, navigando con fischiate quantomeno dubbie a sfavore. Poi ancora, quel dominio a rimbalzo in un gara da fisicità play off, tirando bene dalla lunga senza forzare la mano. In fondo all’ennesimo giorno più lungo, si distilla la sceneggiatura d’una Virtus gagliarda, che agguanta una gara senza due dei suoi, aprendo in Roma il psicodramma di quattro sconfitte in cinque gare che galoppa e pare solo dover scegliere fra le colpe degli imputati. Brava Vu Nera allora. E bravo Boniciolli che vince la prima nel confronto diretto con Repesa dopo 9 sconfitte. Ma Langford e Righetti, soprattutto, riversano oggi, finalmente non di fronte ai soliti quattro gatti romani, una mozione degli affetti che ha troppe smagliature per non servire da varco a chi vorrà fare le cose in grande, se lo vorrà. E dopo pranzo, quando Boniciolli compare al drappello dei cronisti per chiosare la mattinata, il tono morbido non vira di nuovo in frasi dure e secche. Forse rientra pure questo nella sceneggiatura, il bastone dopo la carota. Non son quattro gatti qua all’Eur, si diceva, anche per i vogliosi e insonni bolognesi presenti. Senza Blizzard e Chiacig, con un Arnold ancora zoppo, Boniciolli fa quintetto con chi c’è: Malagoli-Ford, i due in aera, sono i più svegli a partire. Repesa deve aver realizzato che i suoi bene non possono giocarsela in velocità e allora batte la strada dell’abbraccio mortale: se riescono a far giocar male anche gli altri, nulla è vietato. Dopo 3 minuti Boykins ha già tirato subito tre piazzati vincenti per rintuzzare il +4 romano, ma, volata a +6, la Fortezza subisce il controbreak che che fa abiurare quasi subito la difesa a Boniciolli. Ci sono poi anche tre belle giocate per Ray, che tiene bene. Lì però si apre il solco perché in 4’ Jaaber crea per sé e per tutti (+7 Roma al 16°). Quel che può la furba Virtus bianconera lo lucra invece coi contropiedi e pure coi rimbalzi d’attacco. Il decimo punto di Righetti chiude un momento soprattutto felsineo col controsorpasso, dove tanta è stata la difficoltà sui lunghi. E’ l’orlo della gara, che Roma porta al thè solo sul +2 per la tripla siderale di Boykins sulla sirena. Ripresa. Due cesti di Ray suonano la carica, la uomo di Boniciolli fatica a chiudere la stalla. Bologna si regge su Vukcevic (8 in fila) che, si sapeva, senza Blizzard si prende tutto il perimetro. Gode di molte complicità, la prima di De La Fuente che fa il palo e si sposta solo per cascare in falli non si sa se più rapidi o sciocchi; la seconda di Becirovic, che ci dà di più, ma pure lui sale poco oltre la media. E allora, quando la Fortezza tocca il +3 (minuto 33), deve fare i razzi Boykins (12 punti in 6’), per riplasmare un break. Di là fan muro dietro e giocano con la testa davanti cercando l’uomo libero, che adesso è sempre e solo Hutson ma l’attivo consente di non tremare quando è Becirovic a dar il colpo di grazia con la percussione del +6. Il resto lo fa una diga che tiene. Prima che Boykins inventi a 36 decimi dalla sirena il ciuf dell’overtime. Per Roma ci crede solo Hutson, ma di qua volano ancora triple. Apoteosi.

Categoria: Basket
 

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