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Armani Jeans Milano – La Fortezza Bologna 68-70 (14-8, 38-24; 55-43)

ARMANI: Bulleri 14 (2/3 3/8), Filloy ne, Hall 8 (1/2 2/5), Sow 5 (1/2), Mordente 4 (2/3 0/1), Mercante ne, Thomas 4 (1/3 0/3), Rocca 10 (3/9), Hawkins 9 (3/9 0/1), Sangarè 7 (3/5 0/1), Katelynas 5 (1/2 1/2), Beard . All. Bucchi.

LA FORTEZZA: Ford 2 (1/3), Koponen , Blizzard 11 (3/5 da tre), Arnold 2 (1/4 0/1), Righetti (0/1 0/2), Boykins 17 (4/10 ½), Giovannoni 22 (6/8 2/5), Baldi Rossi ne, Malagoli ne, Chiacig 2, Langford 7 (3/3 0/2) , Vukcevic 7 (2/3 1/3). All. Pasquali.

Arbitri: Paternicò, Mattioli, Tullio. Tiri da 2: Arm 17/39 (7/22 da tre), LaF 17/32 (8/20 da tre). Tiri liberi: Arm 16/24; LaF 12/20. Ass: Arm 12, LaF 5: Spettatori: 5000 circa.

MILANO – Due gare in una. Eravamo qua nell’ennesimo mezzogiorno milanese, ad una settimana da uno dei suoi avvii più confortanti, per capire subito quanto valesse la Virtus “da grande”, col dubbio, fra i mille, di un Boykins sorvegliato specialissimo. L’ha vinta invece Giovannoni e la zona del secondo tempo. Ma eravamo qua pure per verificare quanto male avrebbero fatto le movenze feline di David Hawkins, spiare le occhiatacce fra due possibili anti-Siena. O del solito ricco parterre milanese verso la “classica” che quest’anno parrebbe tornata nel montepremi del nostro basket. Siamo dunque usciti dal palazzo dopo aver visto, finalmente, una Fortezza sbrigliata e baldanzosa, fresca ed energica prendersi il campo, o almeno giocarsi tutto. Ha difeso due quarti, attaccato a tratti. Ha avuto pugno per colpire, e il brasiliano, più spesso, ha alimentato il fuoco amico: essenzialmente dopo il primo tempo, quando si poteva colpire duro e invece si è perdonato. Tutto da confermare, comunque, con una promozione accennata quando le giocate sono diventate decisive (seppure solo alla fine), e non più a tema libero. Il conto dice 70-68, ma questi due punti non serviranno se non scavano, come tarli, fra i mille problemi ovviamente ancora irrisolti dopo appena due giornate. Non c’è Vitali e con Hawkins Milano sale 9-2, ma già si vede che Sangarè (4 in 30”) tira bene dalla media. Solo grazie a Boykins la Virtus ribalta la difesa avversaria e quando anche Hall fa un gol completamente fuori equilibrio verrebbe da guardare in cielo e leggere i segni del destino (14-8 minuto 10). Troppo debole la Virtus in area, incapace di aiutare sul pick and roll. Il piccolo Earl riavvia dall’arco pure il secondo periodo, le Vu Nere rispondono ai colpi di Rocca e Bulleri, ma quel -4 dura niente. Dentro l’area, i neri non vanno mai, e Bucchi ci specula pure, da bravo cinico, con lunghi tratti di pressione. Così, poco per volta, l’Armani va via, anche se non va dove vorrebbe (e potrebbe). Raccoglie un 34-23, in 2’ di digiuno durissimo di Bologna, condito con nefandezze assortite. Succede che pure l’Olimpia in quei 3’ non vola, ricambiando nefandezze (meno però), con Hawkins in testa al gruppo (ma Langford, di là, pure peggio). In quell’orgia di gioco-non-gioco, anche gli arbitri fischiano come possono pure senza che piovano liquidi e cartacce in campo, mentre, dopo aver toccato ancora le 11 lunghezze, Milano va al riposone sul 14 e tanti buoni pensieri. Al rientro, se possibile, va ancora peggio: – 22 dopo 3’ con le stesse armi del primo tempo. Poi succede che Giovannoni suoni la carica, Pasquali scelga la zona e Milano un poco si innervosisca sui piazzati che non entravano: salita fino a-12, Bologna aumenta i giri in transizione col -7 a tutto campo di Boykins per il brasiliano. E’ poi sempre lui a confezionare il sorpasso dai 6,25: la Vu è dunque viva. Il miglior finale possibile salda allora, in casa bianconera, le frenesie e la sostanza. Magari il solito mezzogiorno meneghino sarà servito anche a questo.

Categoria: Calcio
 

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