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Chi s’aspettava i botti di Natale, è stato accontentato, dopo che la serata numero 1100 di Gigi Terrieri era già stata un botto robusto. A squadre schierate in campo, il primo applauso è tutto per lui, che della Virtus ha raccontato quasi quarant’anni di canestri. Ma oggi c’era anche una gara da giocare, laddove qualcuno avrebbe potuto sottovalutare la gagliarda Teramo. Che segna il blitz, restando tuttavia poco immaginifica e quasi mai vorace: gioca mezza gara la truppa biancorossa, gioca con le triple, quando serviva. Detto questo, va aggiunto che dopo Caserta la serata della ripartenza bianconera è stata cruda, formale e spoglia di indizi. Carroll, l’uomo del pomeriggio, s’è saziato con 24 punti e zero sprechi, facendo a lungo attacco da solo. Decisivi anche il ragionier Poeta e Moss. Le sue spallate (in almeno tre ruoli) hanno tolto nel finale le ultime speranze alla Fortezza che, di suo, è parsa ciucca, annebbiata. Il conto alla rovescia per riammettere la Virtus al ruolo di anti-Siena corre dunque su due direzioni. C’è da saldare il gruppo già presente, e c’è da integrare gli ultimi ritocchi di Boniciolli quando anche Boykins potrà offrire qualcosa di più delle nuove 7 perse (26 la squadra). Fin da subito Teramo s’è dovuta spendere tutta, per correre. E fin da subito pure non s’è issata solo sulle spalle di Moss, ma sui garretti dei suoi nani razzenti, silurata dagli unici sussulti di pollicino Poeta. I bolognesi hanno retto la baracca quando in campo c’era soprattutto area (4-16 al 6°, e giù rimpianti) con Amoroso. Per tutta la prima parte Bologna non ha avuto uno come lui, anche se all’ennesimo botto (ingresso di Vukcevic dopo nemmeno 5 e due tiri da 4’) non s’è arresa: dall’8-24 al 28 pari in 4’, fino al +7 del 26°. Serve dunque Giovannoni al confezionare il +4 del thè. Al rientro ne nasce un 58-46 che contiene due minutini flaccidissimi di digiuno di una Teramo ormai senza pick and roll, dopodichè la Tercas decide che la serata merita più attenzione anche dietro. La difesa stringe qualche vite, Carroll diventa il rebus colossale di quella avversaria, che non sa come prenderlo e finisce per prenderci un’imbarcata. Virtus ancora avanti di 9 a 3’ dalla fine: lì Boniciolli ha spremuto 5 punti di solo orgoglio, di fronte il migliore è stato lo stesso Carroll (sorpasso con la tripla e allungo in contropiede), l’uomo che aveva birra buona. Meglio per Teramo.

Categoria: Basket
 

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