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Due giorni alla madre di tutte le partite. Sulla carta è “solo” un quarto di finale di Coppa Italia, una piccola partita nella grande storia della Virtus ma un grande evento per la stretta attualità. Tutti i discorsi, i proclami, la voglia matta di inseguire Siena lasciano in realtà il tempo che trovano. Perché questa stagione ruota tutta attorno alla sfida a distanza tra Virtus e Roma. Con la differenza che stavolta le due squadre non si osservano da lontano ma vanno in campo a darsi battaglia. C’è molto di più della semifinale di Coppa in palio.

EUROLEGA – In ballo c’è il famoso diritto permanente a disputare l’Eurolega con quello che comporta per la programmazione, le ambizioni, la forza contrattuale sul mercato dei giocatori e degli sponsor. In questi giorni – proprio oggi a Roma c’è una cruciale assemblea dei club partecipanti -l’Eurolega sta riscrivendo le proprie regole. L’Italia avrà due posti permanenti, ovvero per sempre fino a perdita del diritto per demeriti propri. Uno spetta a Siena, l’altro alla squadra che a fine stagione sarà seconda nel ranking nazionale basato sui risultati degli ultimi tre anni. Si sono dette tante cose su questo secondo diritto permanente: che è stato promesso a Roma, che l’Eurolega spera non vada alla Virtus, che verrà assegnato con criteri inediti (ranking europeo, i cui parametri non sono mai stati chiariti). Ma la verità è che sarà decisivo il ranking nazionale. E anche se Milano matematicamente conserva qualche chance, a giocarsi il diritto sono Roma e Virtus.

SITUAZIONE – Roma ha 23 punti, la Virtus 20. Milano ne ha 18 ma non partecipa alle Final Eight quindi il distacco è destinato ad ampliarsi. La Coppa Italia assegna 5 punti alla squadra vincitrice, 3 alla finalista e 1 alle due semifinaliste. Essendo, la Virtus, stata sorteggiata con Roma è chiaro che la perdente della gara di giovedì sera non farà punti, l’altra ne acquisirà da 1 a 5. L’importanza della sfida è evidente. Soprattutto dal punto di vista virtussino. Vincendo la Coppa oltre a rompere un digiuno di sette anni, supererebbe Roma di due punti, un vantaggio non decisivo ma importante (la regular season assegna 7 punti alla seconda, 6 alla terza e 5 alla quarta ma i playoff danno 8 punti a chi perde la finale e 3 a chi perde la semifinale: per ora di certo c’è che Siena farà 8 punti in regular season e ne aggiungerebbe 15 vincendo lo scudetto). Anche perdendo la finale di domenica, la Virtus raggiungerebbe Roma a quota 23; perdendo la semifinale si avvicinerebbe a meno 2 e dovrebbe puntare tutto sulla finale scudetto. Però resterebbe in corsa.

ALTERNATIVA – Ma a preoccupare la Virtus sarebbe la situazione in caso di sconfitta giovedì sera. A quel punto il vantaggio di Roma salirebbe di 4, 6 o addirittura 8 punti. In pratica: se la Lottomatica vincesse lo scontro diretto, la Virtus per superarla nel ranking dovrebbe a sua volta giocare la finale scudetto senza la certezza che sia sufficiente tranne nel caso in cui Roma perda la semifinale di sabato (contro la vincente di Teramo-Avellino). Se la Lottomatica dovesse vincere la Coppa la Virtus potrebbe rispondere solo vincendo lo scudetto. Senza girare attorno alla fantasia: giovedì Roma ha il match-point per l’Eurolega. Sta alla Virtus annullarlo e ribaltare la situazione. Il futuro del club dipende da questa partita. Ne è cosciente la Lottomatica che nel week-end ha accelerato i tempi per firmare Ruben Douglas, l’ex fortitudino, e avere un uomo in più da gettare in campo. E ne è cosciente la Virtus che ha trattato i suoi giocatori con i guanti di velluto nell’ultima settimana per non soffrire defezioni. Dusan Vukcevic, assente sabato con Pesaro, per giovedì dovrebbe farcela.

Categoria: Basket
 

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