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Fuori Renato Pasquali, dentro Matteo Boniciolli, non si poteva di certo pretendere che la Virtus cambiasse diametralmente dall’oggi al domani. Quindi non c’è da andare troppo per il sottile per la striminzita vittoria interna di domenica contro Rieti: intanto si è colta una vittoria, cosa non sottovalutabile comunque, che fa classifica e morale al tempo stesso. E’ però vero, come sottolineava qualche tifoso domenica nel dopopartita, che contro questa Rieti avrebbe probabilmente vinto anche Pasquali: quindi onore, di certo, a chi ha portato a casa lo scalpo, però urge cambiare registro, ed urge farlo molto velocemente. Bussano infatti alle porte 3 trasferte nei prossimi 4 incontri, e ad inframezzare questi match esterni arriverà il derby, contro una Fortitudo apparentemente malmessa ma che, è facilmente pronosticabile, nella stracittadina troverà risorse nuove ed insperate. Le trasferte avverranno a Cantù, Caserta e addirittura Roma: non esattamente, quindi, roba malleabile per un gruppo che sta cercando di cambiare pelle. Ed il primo cambiamento che Boniciolli sta tentando di apportare è quello di asciugare le rotazioni, decisione apparentemente controcorrente per chi, come la Virtus, dispone di un roster praticamente infinito. D’ora in poi si punterà quindi su 7-8 uomini a partita, per gli altri ci saranno briciole o poco più: ma, se non altro, questi 7-8 potranno cambiare di partita in partita, in una sorta di turn over, sfruttando anche il doppio impegno che ormai incombe con l’inizio delle coppe europee. Potrà essere una buona idea, per ora se non altro è una novità. E, in effetti, potrebbero bastare anche piccole cose come queste.

Categoria: Calcio
 

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