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La Virtus, tra una polemica e l’altra, si prepara al match di domenica contro Pesaro. Sfida storica se ce n’è una, inutile ricordarlo: sull’asse tra Bologna e l’Adriatico si sono giocati scudetti e disputate gare indimenticabili, con in campo alcuni tra i più grandi giocatori mai scesi su un campo di basket tricolore. Oggigiorno, Virtus-Scavolini è la sfida tra due formazioni perfettamente appaiate al 5° posto in classifica, quindi il match assume ovviamente una valenza in più assolutamente non sottovalutabile. Non bastasse, una graduatoria così corta come quella odierna non fa dormire sonni tranquilli a nessuno: delle 16 squadre che compongono il massimo campionato tricolore, non bisogna mai dimenticare come ora ben 11 ballino in soli 6 punti in classifica, e ciò ovviamente significa che, se si continuerà così, tra il 4° posto (che permetterebbe addirittura di saltare il primo turno di playoff) ed il 14° (che viceversa aprirebbe inquietanti orizzonti di retrocessione) potrebbe esserci solamente un sospiro di differenza. Virtus e Pesaro lo sanno bene, e non a caso in questo momento si stanno guardando profondamente dentro, per decidere cosa “fare da grandi”. Questa riflessione sta portando la Scavolini a cambiare un po’ anche la propria faccia: partito Daniele Cinciarini, si attende per oggi la firma di Niccolò Melli, il più promettente giovane italiano in assoluto (seguito da tempo pure dall’Nba) che però a Milano stava raccogliendo solo briciole di utilizzo. Anche questa, in fondo, è una storia che sa di derby, dal momento che la Virtus la scorsa estate provò in tutti i modi di assicurarsi il talento reggiano, che però come detto preferì le sirene meneghine per essere ora dirottato sull’Adriatico: domenica potrebbe anche essere il momento per fargli capire come avrebbe potuto anche scegliere le V nere.

Categoria: Calcio
 

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