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Chi immaginava che i problemi della Virtus fossero tutti relativi all’assenza di un americano (prima la fuga di Kemp poi l’impossibile utilizzo di Rivers), purtroppo si è dovuto ricredere. Le V nere domenica a Cantù hanno subito dal primo all’ultimo minuto, e se i brianzoli non avessero tirato i remi in barca nell’ultimo quarto di gioco (suscitando l’accesa ira di coach Trinchieri) il divario alla fine sarebbe stato pesantissimo, si potrebbe dire storico, dal momento che, finché i padroni di casa hanno giocato a pallacanestro, la Virtus stava sfiorando addirittura il -30. Difficile, quindi, pensare che con Rivers in campo le cose sarebbero state diverse. Anche perché (ed è questo che più ferisce i tifosi) l’atteggiamento sul parquet dei bianconeri è stato difficilmente comprensibile: subito a testa bassa, come se la sconfitta fosse immediatamente inevitabile, i ragazzi di coach Lardo non sembravano esattamente dannarsi, poi, per ribaltare l’incontro, sino alle sorprendenti risate in campo di Amoroso e Winston quando il tabellone luminoso diceva -25 per le V nere. Più ancora che la sconfitta, sono queste cose che fanno riflettere sull’attuale momento bianconero. Se poi un qualsiasi tifoso fosse andato su Facebook nella notte successiva all’incontro, avrebbe scoperto senza alcuna difficoltà i festeggiamenti alcolici celebrati da Winston sullo stesso social network. Capirete quindi come c’è ben altro oltre all’assenza di un americano, in questo momento in casa Virtus. Americano che ora non deve essere atteso come la panacea di tutti i mali: Rivers è un buon giocatore, che però pochi mesi fa Treviso nemmeno confermava. Occorre altro. Occorre una vera sterzata.

Categoria: Basket
 

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