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Scossa nell’animo da un -34 che rappresenta il peggior passivo in una singola della gestione Sabatini, la Virtus è tornata ad allenarsi ieri con una doppia seduta di lavoro. C’è una Pesaro da cancellare e, dando un occhio al calendario, il doppio turno casalingo contro Avellino (posticipo Sky domenica alle ore 21, arbitri Facchini, Duranti e Quacci) e Rieti è una manna che La Fortezza non deve lasciarsi sfuggire. Una sconfitta come quella dell’Adriatic Arena, infatti, può portare tanti dubbi in una squadra e in un ambiente gasati dal tre su tre iniziale e non c’è nulla di più doloroso che vedere le proprie certezze incrinarsi alla giornata quattro di campionato. Non a caso, il patron bianconero Claudio Sabatini si è affrettato a porre l’accento sui difetti di concentrazione e soprattutto sulla supponenza mostrati domenica sera nelle Marche: la squadra ha tanto talento, l’amalgama pian piano sta arrivando ma se viene sbagliato l’approccio alla partita raddrizzare le sorti della gara diventa impossibile. Un problema che fin qui si è palesato soprattutto lontano dalla Futurshow Station di Casalecchio, perché è vero che da Milano alla seconda giornata la Virtus è tornata a casa con i due punti, ma è anche vero che per tre quarti contro la squadra di Bucchi i bianconeri sono stati sotto nel punteggio, anche pesantemente fino al -20, prima di rimontare nell’ultimo quarto grazie alla zona di Pasquali. Da quel momento in avanti Milano non è più stata la stessa, travolta da dubbi, incertezze e sconfitte nelle gare successive, mentre la Virtus ha avuto gioco facile in casa contro Udine ma poi ha dimostrato di non aver imparato la lezione naufragando di nuovo lontano da Bologna, stavolta senza rimontare e, anzi, andando sempre più a fondo fino alla sirena finale. Sommando, insomma, le due gare di campionato giocate fin qui in trasferta, la Virtus ha racimolato bastoste per settanta minuti su ottanta, invertendo la rotta solo nell’immaginifico ultimo quarto di Milano con la coppia Boykins-Giovannoni. Ecco allora che queste due partite nel fortino amico della Futurshow Station, dove fin qui sono cadute Biella e Udine, arrivano al momento giusto: lo scontro di domenica contro l’Air Avellino degli ex Zare Markovski, Travis Best e Andrea Crosariol sarà già un primo esame importante, perché è vero che arriva in casa ma l’avversario è più tosto rispetto ai precedenti. Contro gli irpini e poi, una settimana dopo, contro Rieti, servirà il giusto approccio alla partita e la Virtus dovrà dimostrare – anche al suo patron – che il crollo di Pesaro è stato solamente un caso e che la lezione è servita. Per capire se il mal di trasferta è una semplice ipotesi o una realtà bisognerà attendere Cantù, anticipo del mezzogiorno di domenica 23 novembre: fino ad allora la Virtus dovrà semplicemente scrollarsi di dosso le scorie pesaresi e far fruttare un doppio turno interno decisamente favorevole. Per rimanere in scia della coppia Roma-Siena, destinata a giocarsi fino alla fine questo campionato. Sarebbe un messaggio importante a tutto il campionato, dopo la figuraccia contro la Scavolini Spar.

Categoria: Basket
 

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