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In attesa di tuffarsi nel pregara di Treviso, crocevia fondamentale per le Final Eight di Coppa Italia che si svolgeranno sul campo amico di Casalecchio, la Virtus è rientrata ieri in Italia con la sconfitta di Samara già in archivio. Al gruppo possono riunirsi ora anche Jamie Arnold, fresco padre di Jamie Jr, il secondo figlio, e Earl Boykins, che non aveva potuto andare in Russia per questioni burocratiche relative al visto. Ma intanto c’è tempo per qualche ultima riflessione sulla prima fase di Eurochallenge e il futuro della Virtus in questa competizione.

COSA SUCCEDE? – «Adesso il livello tecnico del torneo – dice il coach Matteo Boniciolli – cresce in modo esponenziale. Fare questa coppa è stato un atto di coraggio perché se dovessimo andare fuori ci coprirebbero di insulti, ma la realtà è che il livello è destinato a salire. Nella seconda fase serviranno quattro vittorie per arrivare tra le prime due e accedere ai quarti di finale. Il calendario è particolare: debuttiamo a Istanbul contro il Galatasaray poi tre gare in casa (Oldenburg e Kiev le prime due, sono ambedue in testa ai propri campionati-ndr). Non mi preoccupo assolutamente: il nostro compito è giocare contro tutti e vincere più partite possibile. I conti li faremo soltanto alla fine e sono sicuro che saranno per noi conti positivi».

CHIACIG – «Ha segnato 22 punti a Samara, mi piace pensare – dice Boniciolli – che un giocatore di 33 anni, integro, che era nella Nazionale campione d’Europa sia ancora in grado di fare cose importanti. Nelle ultime stagioni era ritenuto un giocatore in declino, un quarto lungo, che è il ruolo più triste che ci sia nel basket. Qui ha avuto una grande opportunità a causa della struttura di questa squadra, soprattutto per la scelta di Sharrod Ford. Personalmente ho una buona storia con i centri fin da quando allenavo a Udine dove ebbi Thalamus McGhee fino ad arrivare a Eric Williams che non mi pare quest’anno stia ripetendo la stagione passata ad Avellino».

FORD – «Contro Montegranaro nei primi minuti ha segnato tre canestri nel modo in cui deve segnare, un tiro da tre, una conclusione in contropiede, un altro tiro da fuori – dice Boniciolli -. Poi i falli l’hanno tolto di mezzo, com’era successo a Siena. E’ sempre stato quello dei falli il suo problema. A Samara contro giocatori pesanti come Virgil Stanescu e Sam Clancy ha fatto 3/9 al tiro perché lo spostavano e non aveva equilibrio. Questo è il senso del suo spostamento in posizione di ala forte che è l’unica collocazione possibile per lui a questi livelli. La Virtus è un club di caratura internazionale ma se un giorno vogliamo misurarci contro gente come Smodis o Teletovic dobbiamo sapere che lui ha venti chili in meno. Siccome non è uno sciocco, sa benissimo anche lui di non essere un centro, per questo sta lavorando duro».

PROSPETTI – «A Samara – racconta Boniciolli – hanno giocato bene sia Koponen che Langford. Sono i nostri due migliori prospetti. Un allenatore non deve limitarsi a vincere le partite o provare a vincerle ma deve cercare di migliorare i giocatori futuribili. Koponen e Langford lo sono, l’anno prossimo toccherà a Moraschini. Per ora la differenza è che Keith ha la capacità di far bene sia dalla panchina che in quintetto mentre Petteri dopo la prima sosta in panchina tende a deconcentrarsi. Stiamo lavorando per evitare che succeda come con Montegranaro: grande avvio, stop in panchina e rientro negativo con due sassate tirate dalla lunetta».

Categoria: Basket
 

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