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E’ il turno di Sharrod Ford, di presentarsi ai tifosi bianconeri ed alla stampa.

C’è un motivo particolare perché tu hai firmato in Virtus, al di là del contratto? “Alla fine della ottima stagione scorsa avevo varie offerte, in Italia e all’estero. Ho tenuto conto della storia di questa squadra, oltre che dei progetti che aveva la società per il futuro; hanno avuto un anno difficile, ma io e i miei compagni siamo qui per fare bene e per raggiungere gli obiettivi che tutti mi hanno detto voler provare a conquistare.

C’è stata paura che tu trovassi un posto in NBA: ci sei andato vicino? “Io penso di aver fatto una buona Summer League, giocando bene, ma non so quanto sia andato vicino a fare la squadra, perché questi sono contatti che tiene il mio agente. Ma, oltre al rendimento di un giocatore, conta anche la situazione che hanno le squadre, se ci sono posti liberi”.

Ottima prima stagione in Italia: pensi di poter migliorare? “Il mio obiettivo individuale, come per tutti, è di fare sempre meglio senza pensare a cosa sia stato il passato. Perfezionarmi e cercare di essere ancora più consistente di quanto non sia già stato”.

Ti verranno chiesti tanti rimbalzi, o puoi fare anche altro, tipo punti? “Non penso tanto alle mie statistiche, quanto piuttosto a fare ciò che mi verrà chiesto dall’allenatore. In effetti rimbalzi e stoppate sono una caratteristica costante del mio gioco, ovunque sia andato; dando una occhiata al roster, non penso avremo molti problemi nel fare punti. Quello che conta è riportare questo club ai livelli del 2007”.

Dove pensi di poter migliorare, tecnicamente? “Un po’ ovunque, come per esempio nei tiri liberi, dove l’anno scorso ho avuto una percentuale insoddisfacente. Ci ho lavorato, durante l’estate, perché per il mio gioco è qualcosa di importante”.

Caratterialmente, come ti consideri e come sei considerato? “Ciò che penso di me è che sono una persona genuina, ed è quello che trasmetto a chi mi conosce. Sono come mi vedete”.

Vedendo il roster della Virtus, pensi di poter competere per il campionato? “E’ un buon team, dobbiamo lavorare insieme, e sono molto fiducioso perché mi piace il modo in cui è stata costruita questa squadra. Ora è difficile fare pronostici, penso che una chance ce l’abbiano tutti, servirà prima di tutto creare gruppo nello spogliatoio per fare bene”.

Cosa conosci dei tuoi compagni? Hai già parlato con il coach? “Ho già incontrato Pasquali a Las Vegas, in mezzora mi ha spiegato le sue intenzioni, i suoi programmi e le aspettative che aveva su di me; tra i compagni conosco Langford, con cui mi sono spesso incontrato al college e con cui ho giocato in rappresentative nazionali. Gli altri li conosco per fama e per quello che sanno fare, non vedo l’ora di poter iniziare a giocare con loro”.

Il derby, sai che Bologna lo sente, cosa ti aspetti e cosa ti hanno raccontato? “E’ uno degli incontri più eccitanti dell’anno, lo vivrò con partecipazione ed emotività, e sarà divertente per noi come per i tifosi; uno dei nostri obiettivi sarà quello di vincerlo. Al momento ci penseremo, per ora ho molta curiosità”.

Il tuo idolo da bambino? “Sono cresciuto tifando per Washington, uno dei miei giocatori preferiti era Chris Webber, oltre a Rasheed Wallace. Indosso la maglia numero 5 in onore del mio beniamino, Juwan Howard”.

Qui in Virtus il 5 è un numero pesante.. “Me ne rendo conto e lo capisco, ovunque sono andato questa maglia era di qualcuno che aveva fatto la storia del club. Proverò a raccogliere la sfida”.

Da Washington, ti sei dovuto spostare per il college. “Sono uscito fuori tardi, dopo che all’High School non ero un fenomeno. Non avevo grandi offerte, e Clemson mi ha offerto il programma migliore per la mia crescita. E penso, alla fine, di avere fatto una scelta giusta”.

Categoria: Basket
 

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