Telecentro Odeon TV

La Tv di Bologna e dell'Emilia-Romagna (canale 17 e 71)

No Banner to display

Avendolo avuto come vice allenatore alla Benetton e come head coach a Kiev, Guillherme Giovannoni era sicuramente il giocatore che aveva il rapporto più profondo con Renato Pasquali. E, da capitano, è il primo a offrire la sua versione dei fatti dopo l’avvicendamento sulla panchina bianconera. Anche dalle sue parole traspare come forse si fosse arrivati a un punto di non ritorno. «Penso che Sabatini abbia preso questa decisione perché alla squadra serviva un cambiamento brusco. Noi giocatori lo accettiamo e adesso affrontiamo questa fase con entusiasmo». Non più tardi di tre giorni fa, il patron bianconero ha ammesso di aver avuto l’impressione che la squadra non giocasse per vincere le partite. Gui lo esclude, anche se la sua analisi arriva praticamente alle stesse conclusioni. “Di certo non andavamo in campo per perdere, ma può essere successo che qualcuno non si sentisse a proprio agio e il linguaggio del corpo, in questi casi, dice più di mille parole. Non sembravamo convinti di quello che facevamo e forse si è visto, ma questa non è colpa di Pasquali, o di Giovannoni, o di Boykins, bensì di tutti». Ora si è voltata pagina, con Boniciolli che ha voluto la squadra in palestra già lunedì e ha messo in chiaro alcune cose nei primi tre allenamenti. «Matteo è arrivato con grande entusiasmo, ci sta dando tanti stimoli e poche semplici regole da seguire per andare tutti nella stessa dirczione. Quando arriva un nuovo allenatore tutti si sentono sotto esame e stimolati: chi giocava poco ha l’idea che ora le cose possano cambiare, chi giocava tanto vuole confermarsi». La scossa già si avverte. «È normale che nella prossima partita ci sia un altro tipo di entusiasmo e aggressività da parte di tutti, sarebbe anormale se non giocassimo con l’idea di stravincere. Le potenzialità per fare bene ci sono, dobbiamo trovare la chimica giusta e remare tutti nella stessa direzione come fanno Siena o Roma perché talento ne abbiamo e la possibilità di fare bene c’è”. La gara di Milano, quando Giovannoni segnò 22 punti guidando la rimonta bianconera, è stata il crocevia di questo inizio stagione. «Forse ci ha illuso e a volte, inconsciamente, si pensa che se hai fatto una cosa del genere a Milano puoi ripeterti ovunque. Ma non è così, soprattutto nel campionato italiano dove devi affrontare ogni partita come se incontrassi la squadra migliore del mondo». A patire più di tutti, fino a questo momento, è stato sicuramente Jamie Arnold. «Se non è nel suo miglior momento dobbiamo cercare di aiutarlo per farlo uscire dalle difficoltà e metterlo nelle condizioni di aiutare squadra a vincere». Chi non ha mollato sono i tifosi: all’Arcoveggio hanno esposto lo striscione «Non camminerete mai soli» (il celebre motto dei supporter del Liverpool). «Penso sia un segnale positivo, ci sosterranno anche nelle difficoltà come hanno dimostrato l’anno scorso nei momenti nerissimi».

Categoria: Basket
 

Lascia un Commento


Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.