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Giocherà col numero 5 Sharrod Ford. Eredità pesante per la 26 enne ala-centro di Washington proveniente da Montegranaro. Ma lui, miglior stoppatore della scorsa stagione (1,6 a partita) e secondo rimbalzista del campionato (10 a partita), non si scompone. «Gioco da sempre con quel numero, è lo stesso di Howard, uno dei miei giocatori preferiti dei Wizards. La cosa strana è che ovunque sia andato a giocare quella maglia era appartenuta a un “grande”, ma io me la sono sempre cavata». Nessuna paura quindi, ma per ora col mitico serbo ha in comune solo la «s» iniziale del nome. In quanto a spavalderia Sharrod non lesina nulla, anche se si definisce «semplice e genuino». Sarà il campo a farlo entrare o meno nel cuore dei virtussini, intanto si porta dietro l’ottimo campionato disputato nelle Marche. Qui, lo sa anche lui, sarà un’altra storia. A parte il milione di dollari tondo tondo che percepirà quest’anno (ed eventualmente il prossimo, Nba permettendo), «dopo una buona stagione e tante offerte provenienti anche dall’estero (da una positiva Summer League non è però arrivato il contratto Nba), ho scelto Bologna perché è una società di grande tradizione, ben gestita, ambiziosa e che sta allestendo un ottimo roster». Conosce anche il passato, recente. «È stato un 2007 difficile, lo so». Qui ora si parla anche di scudetto. «Sono molto fiducioso della stagione che stiamo per cominciare, la squadra mi pare equilibrata e in grado di far bene, ma queste sono solo chiacchiere, ne sapremo di più quando inizieremo ad allenarci». Giusto, mai visti panieri da 3 in conferenza stampa. «Ho incontrato per ora solo il coach, abbiamo parlato una mezz’ora a Las Vegas, mi ha raccontato aspettative e programmi, mentre i compagni li conosco per fama o perché li ho incontrati, a parte Keith Langford (oggi la presentazione) che ho incontrato spesso al college». Ambientarsi sarà semplicissimo, un po’ di rap e di rhythm ‘n blues (la sua musica preferita), due stoppatine, un rimbalzo e il gioco è fatto.
Pivot veloce e dinamico, Ford coi suoi 206 cm può far bene anche fuori dal tabellone. Punti non tantissimi, ma i suoi 14,2 a partita la scorsa stagione li ha fatti. «Le mie caratteristiche sono altre, i punti non mi preoccupano, se il coach mi chiede di farli ci proverò, ma mi sembra che sotto questo punto di vista il roster sia già affidabile». Miglioramenti? «Nei tiri liberi. Male l’anno scorso, invece per uno come me sono importanti. Quest’estate mi sono allenato specificamente ». Col 5 sulle spalle figuriamoci se si preoccupa del derby. «Conosco il fascino di questa sfida, la aspetto con interesse e curiosità ». E chiude salutando con la manina d’oro la mamma collegata in videoconferenza.

Categoria: Calcio
 

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