Telecentro Odeon TV

La Tv di Bologna e dell'Emilia-Romagna (canale 17 e 71)

No Banner to display

Eloy Martin, chi era costui? Play di riserva di quel Progresso che non fece in tempo a finire il precampionato del 2003 e già si trovò a diventare FuturVirtus. Adeguato, forse, alle aspettative di una squadra che doveva salvarsi, non certo adatto per chi invece voleva provare la scalata immediata. Messo ai margini della squadra, venne poi messo fuori rosa perchè visto troppo allegro durante una sconfitta. Ma come, ora Sabatini impone ai suoi di essere allegri e sorridenti, quando io per questo venni cacciato? potrebbe dire lui, di cui ormai comunque se ne sono perse le tracce. Oltretutto, lui potrà dire di essere stato il primo fuori rosa nella storia della Virtus del post-Madrigali. Dopo, se ne contano una quindicina, con Jamie Arnold ultimo della fila. Non è un segreto dai, lo sanno tutti, e tu sei buffo quando cerchi di nasconderlo alla gente che ci vede litigare: un fiorino a chi azzecca la citazione senza googlare. Testo di Vasco Rossi (quando era ancora vivo), voce che potrebbe essere tranquillamente quella di Matteo Boniciolli, che pur godendosi della vittoria in Turchia non dimentica che, tra lui e Boykins, pur non arrivando agli “o me o quello lì”, buon sangue non è che ne scorra. Intanto, una testa è saltata, anche se forse non era quella richiesta dal coach: saluta la truppa Jamie Arnold, peraltro poco amato anche da Renato Pasquali, accusato di poco impegno, di faccia non giusta, e di rendimento sotto zero. Nemmeno il tempo di tagliarlo – cosa che in effetti ancora non è avvenuta, dato che solo di “fuori rosa” si tratta – che ecco l’arrivo di Reyshawn Terry, provenienza Soresina come Langford, a rimpolpare il roster. Che già ha avuto il rabbocco di Brett Blizzard: “Hai un gran culo, mi stai simpatico”, tocca di fino Sabatini parlando del suo rapporto con un giocatore che a dire il vero, prima di chiedere la cessione, non aveva dato particolari motivi di preoccupazioni disciplinari. Ma adesso, aggiustate le cose in coppa, serve far bene in campionato, dato che il vortice del centro classifica non è che sia poi particolarmente ameno: Milano è la storia di una classica del campionato, di un’asse di mercato che ha portato bidoni da una parte all’altra (Conroy, che ora viaggia di trentelli in D-League, come prima cosa) e ben poche soddisfazioni reciproche, dato che nel cambio Bulleri-Di Bella, lo scorso anno, nessuno ci guadagnò. Servirà vincere, specie davanti al proprio pubblico, per rilanciarsi in classifica in vista di una Final Eight dove la V ci sarà, e ci sarebbe stata comunque, e Milano no. Visto poi che Milano è in Top 16, questo prova come sia competitivo il nostro campionato.

In Fortitudo, udite udite, si è passata una settimana senza scossoni. Voglio una vita tranquilla, come ululava Tricarico, ormai cresciuto dai tempi in cui accusava di eccessi passeggiatrici la sua docente. E’ quello che vorrebbe anche Pancotto, che per un po’ di giorni si è potuto godere la prima vittoria casalinga di campionato, la prima vittoria del 2009, e un po’ di serenità in più. Udine non ha risolto tutti i problemi, non ha fatto diventare fenomeni quelli che ieri erano brocchi, non ha rimesso la Fortitudo al secondo posto in classifica. Però, se di fiducia aveva bisogno questa squadra, un po’ dalla settimana scorsa ne è arrivata: la Fossa è tornata dentro, la gente ha applaudito, e anche nel momento della rimonta udinese sono stati solo applausi e incitamenti. La gente è mobile qual piuma al vento, sia chiaro, e alla prima randellata forse torneranno i mugugni, ma per adesso prendiamo quello che passa il convento. Mentre Qyntel Woods è stato esautorato senza nemmeno una parola di ringraziamento di circostanza, come si fa in questi casi: d’altra parte, se qualcuno di voi ricorda un motivo d’applauso per il soggetto, alzi la mano, parli, e si faccia ridere dietro. La cosa buffa è che il ragazzone si è già riciclato da polacco, addirittura in Eurolega: che qualcuno continui a credere a lui, davvero, fa meditare. Chiusa la parentesi, con immensa gioia di tutti i cinofili bolognesi, ora si va verso Roma: da quando hanno cacciato Manona Repesa in campionato non hanno mai perso. Andatelo a dire, a chi lo riporterebbe qui andandolo a prendere anche in Apecar.

Categoria: Calcio
 

Lascia un Commento


Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.