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Alla fine, Marcelus Kemp ha abbandonato la Virtus e se n’è tornato in Turchia per giocare nel Besiktas. Si è così conclusa una telenovela stucchevole ed animata da fin troppi colpi di scena, compreso l’ultimo incentrato sulla tripla firma apposta dal giocatore su altrettanti contratti, quelli che l’avrebbero legato per la prossima stagione contemporaneamente alla Virtus, allo stesso Besiktas e pure a Pesaro. Alla fine ha vinto la Virtus, che dalla cessione dell’ala statunitense ha incassato ben 130.000 dollari di buy out, che sommati agli 80.000 ricevuti per il prestito fino al 30 giugno scorso fanno una cifra più che notevole, 210.000 dollari, quasi l’intero ammontare che il giocatore avrebbe percepito rimanendo a Bologna, vale a dire 250.000 dollari. Tutti contenti, quindi? In effetti, no. Non è di certo contento l’allenatore bianconero, Alex Finelli, che aveva dichiarato a più riprese che lui, Kemp, l’avrebbe tenuto eccome. Ma non è contento nemmeno il giocatore stesso, dal momento che soltanto ieri, per bocca del proprio nuovo procuratore Santrolli, dichiarava che la propria prima opzione era proprio la V nera. E, in effetti, non sono contenti nemmeno i tifosi bianconeri, che lo scorso anno avevano visto Kemp, ingabbiato in un gioco non proprio suo, segnare comunque quasi 14 punti a gara, divenuti poi addirittura 22.5 ad incontro nei playoff turchi, nei quali l’ex bianconero solo due mesi fa era stato moralmente l’mvp. E, infine, non ci ha di certo guadagnato l’ex agente di Kemp Mario Scotti che, dopo l’ala americana, si è visto ieri licenziato pure da Andrea Traini, emergente playmaker di Pesaro e della Nazionale Under 20: è più che probabile che il triplo contratto fatto firmare a Kemp non abbia esattamente dimostrato per l’agente un grande savoir faire.

Categoria: Basket
 

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