Telecentro Odeon TV

La Tv di Bologna e dell'Emilia-Romagna (canale 17 e 71)

No Banner to display

Fatto già tantissimo in questo lungo girone d’andata — in ordine sparso, due scalpi importanti a Milano e Roma, la gogna e poi il perdono al giocatore più pagato, un derby vinto trionfalmente, un allenatore cacciato, un veterano messo fuori rosa, un paio d’inopinate cadute casalinghe — la Virtus s’avvia galoppando al match finora più importante dell’anno, quello che vale mezza stagione. La grande classica di sabato sera a Treviso mette sul piatto una sfida in salita, un crocevia per fiducia (in piena «rivoluzione copernicana» per ruoli e giocatori) e autostima (al termine d’un intenso lavoro atletico) e soprattutto un montepremi ricco, allegato al piazzamento nella futura griglia della Coppitalia. Non è azzardato dire che proprio di quella coppa i bianconeri si giocano una fetta al PalaVerde, essendo il tabellone la strada per arrivare a mettere le mani sul trofeo, che consegna anche importanti punti per il ranking d’Eurolega. Struttura semplice: le prime quattro sono teste di serie (accoppiamento 1-4 nella parte alta, 2-3 nella parte bassa), le restanti saranno incrociate per sorteggio. Andò già bene lo scorso anno alla Virtus, entrata non da big e capace ugualmente, al primo turno, di buttar fuori Roma, squadra migliore di lei. La semifinale poi fu contro Pesaro, perché la Scavolini aprì uno squarcio nel tabellone proibitivo eliminando subito Siena. Il Montepaschi, grande favorito, in realtà sono due anni che stravince lo scudetto ma in Coppa non arriva nemmeno in finale e dunque per tutti la Final Eight è l’Appuntamento, l’unico torneo in grado d’essere vinto. Per questo il viaggio di sabato a Villorba diventa nevralgico, per la Virtus. I bianconeri condividono ora la seconda piazza con Teramo — e sono quindi virtualmente terzi, avendo la Tercas espugnato Casalecchio — ma Treviso è dietro d’appena due punti, quindi il quadro si disegna solo nell’ultima giornata del girone d’andata. Vincesse, con 20 punti la Fortezza sarebbe minimo terza (impattasse con Teramo o in una avulsa a tre con Teramo e Roma), oppure seconda in caso di parità con la Lottomatica, quindi in tutti i casi qualificata come testa di serie e nella parte «buona» del tabellone, quella che schiva Siena fino in fondo. Perdesse, invece, l’affare si complicherebbe. Con due scontri diretti al passivo (con Tercas e Benetton), per le Vu Nere si va dal terzo posto in caso d’avulsa a cinque squadre (Roma, Virtus, Treviso, Teramo, Cantù, in cui difendere però un +20 nel quoziente canestri globale contro i verdi), all’ipotesi nefasta d’un quinto posto in caso di parità secca con Benetton o a tre con Benetton e Teramo, che spedirebbe la Fortezza al sorteggio. C’è addirittura un worst case, owero un quarto posto che garantirebbe la testa di serie ma pure l’accoppiamento in semifinale con Siena (che andando al sorteggio, owiamente, sarebbe affidato all’alea) in caso d’arrivo a 18 punti assieme a Treviso, Cantù e Roma. Per questo, andare là e vincere — dove quest’anno è passato solo il Besiktas in Uleb Cup, gara peraltro ininfluente — avrebbe un valore inestimabile per Boniciolli. Spezzata la catena di partitacce (tre sconfitte su quattro a cavallo di Capodanno) battendo Montegranaro, la sfida clou la deve preparare fra i ghiacci della Russia e i collegamenti aerei. Lo fece anche prima del derby, andò benone. A Bologna sono rimasti Boykins, Blizzard (che Ferrara vorrebbe al più presto) e Arnold, a lavorare e a pensarci su. Per una squadra che da anni non mette le mani su un trofeo, la Coppitalia che per il terzo anno di fila si disputa in casa conta tanto, specialmente in chiave futura. E giocarsi una spece di turno preliminare a Treviso, richiede maturità.

Categoria: Basket
 

Lascia un Commento


Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.